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Coronavirus, flash mob degli infermieri in centro a Perugia: "Per non dimenticare"

Domani (lunedì 8 giugno) l'iniziativa organizzata in piazza IV Novembre dal NurSind. Il segretario umbro Erozzardi: "In piazza per ricordare i 40 colleghi morti e manifestare la delusione per le promesse non mantenute dalle istituzioni"

"Il ricordo dei quaranta nostri colleghi vittime del coronavirus ma anche ma la rabbia e la delusione per le promesse non mantenute da parte delle istituzioni". Questo è quello che domani (lunedì 8 giugno) porterà in piazza IV Novembre a Perugia (dalle ore 10) tanti infermieri umbri nel flash mob organizzato dal NurSind "per non dimenticare".

Dopo la ripartenza dell'economia e la ripresa dello spostamento tra regioni l'Umbria come il resto d'Italia è entrata nella Fase 3, ma non per questo bisogna scordarsi di tutto quello che è successo nelle settimane più drammatiche dell'emergenza coronavirus. Un 'inferno' in cui gli infermieri, così come i dottori e gli oss, erano gli 'angeli' in camice a cui si aggrappavano i malati insieme alle loro famiglie e il Paese intero. 'Eroi' in camice caduti in molti, troppi, sul campo: "In piazza ricorderemo i nostri quaranta colleghi morti - spiega Marco Erozzardi, segretario umbro del 'NurSind' - e i migliaia che si sono contagiati e ammalati dopo essere stati mandati allo sbaraglio senza le adeguate protezioni. E ora governo e Regione si sono dimenticati delle promesse fatte: purtroppo si ritorna alla normalità, comprese le aggressioni negli ospedali, e gli 'eroi' sono nuovamente bistrattati".

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Nel mirino del sindacato ci sono i bonus e gli incentivi economici fino ad ora messi in campo dal governo, 'liquidati' così: "Sono un contentino. Nulla di più. E hanno il sapore della beffa nei confronti di una categoria che ha dato l’anima per assicurare e garantire la salute pubblica durante la fase più critica dell’emergenza, anche mettendo a rischio la propria vita per proteggere quella degli altri. Tra gli infermieri crescono il malcontento e la delusione - continua Erozzardi -. Dopo che tanti colleghi hanno contratto il virus, si sono ammalati gravemente, per tacere di chi ha perso la vita, la politica non può scaricare con bonus a pioggia le proprie colpe e responsabilità. Tutto questo è inaccettabile. Ed è la ragione per cui la categoria è in agitazione nelle piazze italiane”. 

Per il segretario umbro, il primo passo da compiere è “riconoscere tutte quelle inefficienze che il Covid-19 ha messo in luce, ma che il nostro sindacato denuncia da sempre e in tutte le sedi. A cominciare dal numero esiguo di infermieri in forza al Sistema sanitario nazionale, come ha confermato nella sua relazione anche la Corte dei Conti. E poi occorre dimostrare coi fatti rispetto per infermieri e professionisti sanitari che, appunto, non possono essere mortificati con semplici bonus. Serve di più, serve uno sforzo concreto commisurato al valore dimostrato da queste categorie preparate e versatili, in grado di adattarsi, e questa emergenza l’ha mostrato a tutti, anche agli sconvolgimenti organizzativi che la situazione ha comportato”. 

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Di qui le richieste del sindacato: “Chiediamo si valorizzi la professione attraverso un contratto dignitoso che rispecchi le legittime aspettative di chi giustamente pretende di non essere dimenticato. A maggior ragione - sottolinea Erozzardi - di fronte ai prossimi sacrifici che potrebbero attendere la categoria. Non sappiamo, infatti, se l’emergenza sia finita”. Ecco perché il Nursind sta facendo sentire la sua voce con manifestazioni in tutte le regioni per chiedere alla politica atti concreti: la rimodulazione al rialzo degli organici, l’efficiente integrazione ospedale-territorio attraverso l’Infermiere di famiglia, il personale di supporto alle attività assistenziali. “Stiamo preparando inoltre una manifestazione nazionale a Roma. Sarà l’occasione per chiedere anche l’abolizione del vincolo di esclusività e un’area separata di contrattazione. Se la salute pubblica per le istituzioni costituisce una priorità come lo è per noi - conclude Erozzardi -, allora accolga le istanze di chi tutti i giorni si prende cura dei cittadini”.

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