Coronavirus, l'Oms promuove l'Italia da Assisi: "Il sistema funziona. La scuola? Un successo"

'Cortile di Francesco', intervenuti il direttore generale Ghebreyesus e il direttore aggiunto Ranieri Guerra

Foto sanfrancescopatronoditalia.it

Si è parlato di coronavirus e della sua evoluzione oggi ad Assisi a margine di un evento organizzato dal 'Cortile di Francesco' (lectio intervista in videocollegamento con Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms). "In Italia siamo stati molto più attenti, c'è un sistema di monitoraggio che funziona e soprattutto precauzioni che sono obbligatorie - ha detto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità -. Gli effetti della scuola saranno visibili tra 15  giorni. Si tratta comunque di un grande successo ma l'ultima cosa che vogliamo vedere è i bimbi che diventano veicolo di trasmissione del coronavirus. Aumenteremo i controlli, ma i segnali positivi, siamo su strada protetta. Dovremo poi monitorare l'influenza stagionale, anche se, nell'emisfero australe le misure di controllo anti Covid hanno avuto efficacia anche contro l'influenza".

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Ranieri Guerra ha poi voluto mandare anche un messaggio ai ragazzi: "Non pensate di essere immuni. Il contatto con il virus causa danni anche senza malattia, danni che si manifestano nel corso del tempo". Nel frattempo si aspetta un vaccino: "Una volta che sarà disponibile - ha detto invece Tedros Adhanom Ghebreyesus -. deve essere equamente disponibile per tutti i Paesi e per tutte le persone, indipendentemente da dove vivono e dal loro status sociale o economico.  Come molti Paesi investono nella loro capacità militare in caso di conflitto, così devono investire in solide capacità di sanità pubblica per prepararsi, prevenire, rilevare e rispondere rapidamente alle epidemie quando si verificano. Negli ultimi anni, molti Paesi hanno fatto enormi progressi nel campo della medicina, ma troppi hanno trascurato i loro sistemi sanitari pubblici di base, che sono la base per prevenire, preparare, individuare e rispondere ai focolai. L'Italia? È tra i pochissimi Paesi in cui la salute è un diritto costituzionale e il suo sistema sanitario è veramente universale e gratuito. Un fattore che ha chiaramente contribuito alla sua lotta di successo contro il Covid 19". 

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