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Coronavirus, la riorganizzazione degli uffici postali nel mirino degli amministratori locali

Il disappunto del sindaco di San Giustino e il caso di Piegaro, lettere ai vertici di Poste Italiane

La riorganizzazione degli uffici postali, resa necessaria dall'emergenza coronvirus, sta creando malumori in diverse parti dell'Umbria. La riorganizzazione, con modifica alle aperture degli sportelli, alcuni chiusure o modifiche agli orari, è il compromesso necessario per consentire al servizio di proseguire anche in questo periodo e cercare di tutelare al massimo i dipendenti di Poste Italiane. Inevitabili i disagi. 

Il sindaco di San Giustino, Paolo Fratini, esprime disappunto per la scelta fatta nel suo territorio: "Ho appreso solo ieri che di tre uffici postali presenti nel territorio comunale ne rimarrà aperto solo uno, quello del capoluogo, mentre rimarranno chiusi quelli di Lama e di Selci. Questa decisione presa in totale autonomia da parte di Poste Italiane è del tutto non condivisibile e arriverei a dire irresponsabile in questo momento di emergenza. Ciò significa concorrere a creare situazioni di assembramento, soprattutto delle persone più anziane nel momento del ritiro delle pensioni. Persone che hanno necessità di recarsi allo sportello, perché sprovviste di conto corrente od di altre modalità di accredito della pensione.  Siamo una comunità composta da circa 12.000 abitanti e questa decisione esporrà i nostri cittadini, soprattutto quelli più vulnerabili, ad un maggiore rischio contagio".

Chiede di ripensare la chiusura dell'ufficio di Piegaro anche il capogruppo della CIvica Piegaro, con una lettera inviata anche ai prefetti di Perugia e Terni, alla presidente della Regione, Donatella Tesei, oltre che ovviamente ai vertici di Poste Italiane. In sintesi, sostiene Peltristo, chiudendo lo sportello di Piegaro, l'utenza devo spostarsi di 10 chilometri per raggiungere l'ufficio di Tavernelle o di 15 per arrivare a Città della Pieve in questo particolare momento di emergenza con i rischi che ne possono conseguire. "A questi disagi, oltre che con l’accreditamento diretto dei ratei pensionistici sui conti correnti e il pagamento scaglionato su diversi giorni, si può ovviare, per scongiurare affollamenti nei più vicini uffici postali, lasciando aperto l’ufficio postale del Comune di Piegaro - stante anche l’elevata densità demografica - almeno, a titolo esemplificativo, dieci giorni al mese (la prima decade o la fine del mese), mettendo in atto tutte le precauzioni necessarie per gli utenti e per i lavoratori di Poste Italiane".    

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