Coronavirus, attivato lo sportello psicologico online per gli studenti del Ciuffelli-Einaudi di Todi

Il preside Rinaldi: "Guardiamo al benessere generale dello studente". Lo psicologo Pettinari: "Bisogna gestire una situazione inedita per i ragazzi"

Passato il primo momento di euforia, dell’evviva si resta a casa in vacanza e niente scuola, può subentrare la paura del contagio, la preoccupazione per l’anno scolastico, il disagio di dover rimanere chiusi in casa e il dover rimodulare i rapporti familiari.

L’istituto Ciuffelli-Einaudi ha esteso, proprio per fronteggiare tali situazioni, lo sportello di sostegno per gli studenti in modalità da remoto, via mail o via Skype (il contatto potrà avvenire tramite richiesta dello studente/studentessa o della famiglia alla mail federico.pettinari@tin.it).

“Uno degli aspetti più rilevanti è lo stress da paura dopo un primo momento di banalizzazione, con gli studenti che pensavano alle gite d’istruzione o ai cento giorni – afferma Marcello Rinaldi, dirigente scolastico del Ciuffelli-Einaudi – Poi si sono presentate le prime problematiche, dalle lezioni online alla mancanza di contatti umani. Nostro compito, quindi, oltre porre attenzione alla didattica è anche quello di guardare al benessere generale dello studente, soprattutto di fronte a situazioni nuove che possono ingenerare anche timore. Così abbiamo pensato di estendere il sostegno agli studenti anche in modalità telematica per questo periodo di difficoltà”.

Lo sportello d’ascolto è attivo da un decennio tra il liceo Jacopone da Todi e il Ciufelli-Einaudi, gestito dallo psicologo Federico Pettinari, e pensato per aiutare i ragazzi nel loro percorso scolastico e di crescita umana.

“I ragazzi possono contattarmi via mail e poi con loro concordo anche la comunicazione via Skype – dice Federico Pettinari – Al momento la mia attività è proseguita con i ragazzi che avevano già iniziato un percorso con me, quindi nessuna richiesta collegata all’emergenza sanitaria, anche se me le aspetto perché è facile passare dall’euforia della sospensione delle lezioni allo sconforto dello stare chiusi in casa, senza vedere gli amici, senza attività sportive e quella vitalità tipica dei giovani”.

L’emergenza e le imposizioni hanno colto alla sprovvista un po’ tutto e dover cambiare radicalmente il proprio stile di vita qualche segno lo lascia.

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“La continuità del servizio di assistenza ai ragazzi è importante per affrontare al meglio una situazione inedita. C’è la paura del contagio, l’assenza di relazioni personali esterne e la forzata convivenza in casa e le relazioni con i familiari – dice Pettinari – Quest’ultima necessita un ripensamento perché fino a pochi giorni fa non era come quella attuale. Penso alla forzata inattività, alla mancanza di luce, alle nuove forme di comunicazione. Tutte situazioni che richiedono un adattamento del corpo e della mente”.

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