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Coronavirus, nessuno come l'Umbria: l'indice Rt scende a zero. La 'classifica' delle regioni

Pubblicato il nuovo report settimanale di monitoraggio con i dati della settimana 8-14 giugno raccolti da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità

Ottime notizie per l'Umbria dal nuovo report settimanele di monitoraggio Covid-19, con i dati del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità relativi al periodo 8-14 giugno aggiornati alle ore 11 del 16 giugno. "Il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia è complessivamente positivo - si legge sul sito del dicastero retto da Roberto Speranza -, ma con alcuni segnali di allerta, che richiedono il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico".

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Con la ripresa degli spostamenti tra regioni e la riapertura dei confini nazionali per chi viene da un Paese dell'Unione Europea, sotto osservazione resta sempre l'indice di contagio Rt (parametro che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva). E se la settimana scorsa in tutta Italia era sotto la soglia critica dell'1, a sette giorni di distanza questo valore viene sforato dal Lazio mentre in Umbria scende addirittura a zero.

Indice Rt in Italia*: Lazio: 1.12 (0.93); Lombardia: 0.82 (0.9); Liguria: 0.8 (0.53); Toscana: 0.74 (0.68); Sicilia: 0.72 (0.59); Veneto: 0.69 0.59; Puglia: 0.62 (0.94);  Emilia Romagna: 0.62 (0.55); Marche: 0.59 (0.76); Abruzzo: 0.57 (0.7); Friuli Venezia Giulia: 0.57 (0.67); Piemonte: 0.56 (0.54); Campania: 0.46 (0.28); Valle d'Aosta: 0.45 (0.49); Molise: 0.35 (0.48); PA Trento: 0.32 (0.65); PA Bolzano: 0.21 (0.84); Basilicata: 0.1 (0); Calabria: 0.04 (0.09);   Sardegna: 0.03 (0.1); Umbria: 0 (0.3).

(*tra parentesi il dato della settimana precedente)

"A livello nazionale - si legge ancora sul sito del Ministero della Salute -, si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente". E se persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, "in alcune realtà regionali, continua ad essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante". Segnali, quelli 'inviati' del report, che "non devono essere sottovalutati in quanto evidenziano come l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica sia estremamente fluida".

LE SCHEDE DELLE VARIE REGIONI:

Abruzzo 
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio 
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
PA Bolzano
PA Trento
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Umbria 
Valle D'Aosta
Veneto

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