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Coronavirus, il messaggio di speranza del vescovo di Gubbio per la Quaresima

In questo periodo di "sofferenza" e "timore" l'invito a riscoprire il "tempo della preghiera" e della solidarietà tra uomini

"Questa è la nostra quaresima di quest’anno. Quella che il Signore permette che viviamo. Egli cammina con noi come sempre e con il suo Spirito ci guida in ogni situazione", così il vescovo di Gubbio, monsignor Luciano Paolucci Bedini. Ecco il testo integrale:

"Sorelle e fratelli, carissimi fedeli,

con queste brevi parole vi mando il mio saluto di padre e di fratello, la mia benedizione e la certezza della mia preghiera per ciascuno di voi.

Gli eventi che stiamo vivendo ci chiedono sacrifici, e ci fanno temere non poco per la nostra salute e per quella delle persone a noi care, come anche per la ripresa delle fondamentali attività sociali ed ecclesiali, educative e lavorative. Pur nella difficoltà di stabilire con tempestività e decisione le disposizioni per la tutela di tutti noi, confidiamo nell’operato del nostro governo e di tutte le istituzioni democratiche del nostro paese, soprattutto della struttura sanitaria che sta dando il massimo per non lasciare nessuno senza aiuto. Credo che dobbiamo mostrare molta gratitudine e rispetto per chi sta gestendo l’emergenza e in prima persona lavora senza riposo per garantire i servizi necessari. Il nostro primo atto di responsabilità è il rispetto integrale di tutte le indicazioni che vengono comunicate quotidianamente. In questo possiamo fare tanto per tutti, accettando di buon grado i sacrifici necessari.

Per noi credenti si aggiungono la sofferenza e il turbamento per la limitazione con cui dobbiamo continuare il nostro cammino quaresimale e la nostra vita comunitaria. Ci è chiesto, per un tempo, il digiuno dall’eucaristia celebrata insieme e questo non può che farci riflettere profondamente. Il pane dell’Amore di Dio ci nutre e ci sostiene nella vita e quando manca se ne sente la fame. Quando questo sarà solo un triste ricordo, ci doni il Signore di poter tornare a celebrare con gioia e desiderio la nostra liturgia domenicale come davvero il cuore della vita della Chiesa, la sorgente della grazia divina e la mensa della famiglia dei figli di Dio. 

Ora chiediamo al Signore la forza e la luce per vivere questo tempo riscoprendo la bellezza spirituale della comunione fraterna, che non viene meno per nessuna forma di distanza fisica. Che ci ricordi come solo nella rete della preghiera possiamo essere uniti e solidali. Continuamente la Chiesa nel mondo è in preghiera e in ogni modo possiamo unirci a questo popolo fedele, che spera e che ama. Che anche la sua Parola è pane che sazia e rifocilla nella fatica dei giorni, e anche di essa non possiamo fare a meno. I testi biblici del tempo di Quaresima sono un ottimo viatico per la nostra fede.

Le nostre Chiese sono tutte aperte, come ogni giorno, e il Signore è davvero presente e ascolta le nostre suppliche. Riscopriamo questa potente presenza in mezzo a noi, magari con una breve visita. Non ci è impedito di prenderci cura del nostro cammino di fede, le occasioni non mancano. I nostri sacerdoti sono disponibili per le confessioni, per un dialogo di consolazione. Anche in televisione si possono seguire alcune celebrazioni. Tramite i social media si può ricevere del buon materiale per riflettere e pregare. Anch’io nei prossimi giorni vi suggerirò alcune possibilità per continuare a camminare uniti verso la Pasqua.   

Le occasioni della carità non mancano mai. Ogni gesto, ogni pensiero, ogni parola possono uscire da un cuore duro e inquieto, sfiduciato e buio, oppure essere il frutto di un cuore libero, amato e amante di ogni cosa perché aperto alla grazia. L’Amore che riceviamo da Dio non assume il colore delle situazioni che viviamo, ma al contrario le colora e le trasfigura secondo il suo sguardo. Alla fine di questi giorni tribolati non ci ricorderemo di cosa abbiamo vissuto, ma di come lo abbiamo attraversato e di quale posizione abbiamo preso. 

Le nostre case, spesso vuote o vissute di passaggio, in questi giorni ci stanno offrendo la possibilità di vivere o riscoprire tempi e modi delle nostre relazioni familiari. Non disperdiamo questa occasione. Prendiamoci cura gli uni degli altri. Prestiamo attenzione alle esigenze dei piccoli o dei fragili. Ascoltiamoci. Guardiamoci con bontà. Doniamoci parole di fiducia, di incoraggiamento, di pazienza, di speranza, di tenerezza e di fede. Non lasciamoci esasperare dalla sola voce dei media. Anzi, usiamo i mezzi della comunicazione per stare vicini, specie a chi è solo o affaticato, per far sentire gli abbracci che non possiamo darci, per condividere con creatività idee di bene per vivere questi giorni anomali.   

Questa è la nostra quaresima di quest’anno. Quella che il Signore permette che viviamo. Egli cammina con noi come sempre e con il suo Spirito ci guida in ogni situazione. Cristo che non ha maledetto la croce, ma l’ha abbracciata per amore, ci unisca a se nella fiducia filiale in un Dio Padre che non si dimentica di nessuno e a tutti dona la grazia di una vita salva.  

don Luciano, vescovo".

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