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Coronavirus, messa in duomo per il cardinale Gualtiero Bassetti: "E' un tempo di prova e sofferenza per tutti noi"

Il presule nell'omelia ha voluto ricordare l'operato quotidiano di medici, infermieri e operatori sanitari, commuovendosi quando ha parlato di chi è morto da solo in ospedale e senza un funerale

Il cardinale Gualtiero Bassetti ha celebrato la messa della quarta domenica di Quaresima nella cappella di Sant’Onofrio, nella cattedrale perugina di San Lorenzo “perché desidero fortemente che l’abbraccio del pastore possa raggiungere tutti: innanzitutto i malati. Purtroppo siamo nel cuore di una tempesta, ormai così vasta, che solo può essere vinta con tanta preghiera e carità, obbedendo a ciò che, per il bene di tutti, ci viene chiesto”. La celebrazione è stata trasmessa da Umbria Tv, Umbria Radio InBlu e sui social media ecclesiali, da permettere al presule di entrare virtualmente in tutte le case dei fedeli in tempo di Coronavirus.

Nella sua omelia il cardinale ha avuto un pensiero particolare “agli infermieri, ai medici, a tutti i gli operatori sanitari, ai sacerdoti: voi, carissimi, in questi giorni state prestando le vostre mani a Dio. La vostra scienza, il vostro cuore è al servizio del prossimo – ha detto il presule Bassetti - Per questo non finirei mai di benedirvi e di pregare per quello che state facendo, rischiando per primi la vita”.

Visibilmente commosso quando ha toccato il tema degli ammalati e ricoverati in ospedale a causa del Covid19 e di “tutti coloro che il Signore ha chiamato a sé, in totale solitudine, senza una carezza, senza un bacio, senza una preghiera dei loro cari, coloro che non hanno potuto nemmeno accompagnarli al cimitero. Ma io sono certo che al capezzale di ciascuno c’era Gesù, che continuamente sta vicino a chi è in agonia”.

Il Salmo della celebrazione odierna è molto conosciuto e citato ed “esprime tutta la tenerezza del nostro Dio – ha detto Bassetti: il Signore è il mio pastore, non manco di nulla…, anche se vado per una valle oscura. È quanto stiamo vivendo proprio in questi giorni, sentendoci tutti in una valle oscura in cui non temo alcun male, perché tu Signore sei con me. Il Signore è davvero con tutti noi: sentiamolo vicino! - ha proseguito Bassetti - Purtroppo siamo tutti vittime della nostra pigrizia spirituale, che non ci aiuta a mettere Gesù al primo posto nella nostra vita. Gesù ha trasformato la sua tenebra, non solo quella esteriore, ma anche quella del suo cuore in luce” da qui l’invito ad accogliere Gesù nella vita di ognuno e diventare “capaci di illuminare gli altri”.

Il cardinale si è soffermato anche sull’impossibilità di partecipare ai sacramenti “in queste domeniche di Quaresima così significative per il nostro cammino spirituale verso la Pasqua”, ma ha invitato i fedeli a riscoprire la “piccola chiesa domestica” che è la famiglia e a “vivere le relazioni, dialogare ed educarsi a vicenda. Nella vita di tutti i giorni, spesso per un motivo o per un altro, manca questa relazione, non c’è più tempo per il dialogo nelle nostre famiglie, per un sorriso… È tutto un correre…”. Approfittare di questo periodo, per Bassetti, per “recuperare i rapporti fra genitori e figli, con i nonni, fra fratelli. E cosi può essere facile ritrovare la centralità della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio, e, insieme, riscoprire l’importanza del colloquio comunitario e personale con il Signore”.

La celebrazione si è conclusa con la supplica a cogliere “questi giorni di crisi, in senso biblico, come giudizio, come una prova che possa servirci. Solo così permetteremo alla nostra Chiesa di fare un ulteriore passo verso il Vangelo”.

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