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Coronavirus, così l'ospedale di Perugia fronteggia l'emergenza: "Clima di guerra, ci siamo blindati"

Il commissario Onnis: "31 dipendenti positivi, numero fermo da una settimana. Valutiamo la collaborazione con le cliniche private per ospitare alcune attività. Circa dieci terapie in fase di sperimentazione"

"Abbiamo blindato il Santa Maria della Misericordia per proteggere ospedale e cittadini. Un sistema di sicurezza che allenteremo quando i rischi saranno valutati come minimali". L'ospedale di Perugia, spiega il commissario straordinario Antonio Onnis, "ha lavorato per diverse settimane in un clima di guerra, che poteva fare molti più morti e feriti". Il 'clima di guerra' è quello causato dal nuovo coronavirus. "Nessuno era pronto, in tutto il mondo". Al Santa Maria della Misericordia, spiegano dall'azienda ospedaliera, "sono 384 gli ammessi affetti da Covid-19 o con sospetto Covid". 

E l'ospedale? "Blindato". I 782 posti letto sono diventati 683. Le terapie intensive ora hanno 29 posti letto (16 in più), le aree per i positivi al Covid-19 hanno 645 posti, le aree grige, quelle per la determinazione della diagnosi, hanno 31 posti. Rincaro di Onnis: "In una settimana abbiamo rimesso in piedi una vecchia rianimazione in disuso da anni, con investimenti e interventi strutturali e di macchinari. Un esempio di scuola".

Sul fronte del personale, invece, il Santa Maria della Misericodia ha approvato, con delibera del commissario, le assunzioni di ruolo di 52 operatori (tra medici, dottori di ricerca, infermieri e altre figue), la stabilizzazione di 58 operatori, la formazione a distanza su emergenza Covid di 1.600 operatori e 106 operatori in smart working.  

E il contagio in ospedale? Lo spiega Onnis: "Personale non dotato di protezioni? C'è un dato di esito che parla: 31 dipendenti positivi, un numero fermo da una settimana - dice il commissario straordinario - . Due di loro ricoverati, gli altri sono in isolamento domiciliare. Di questi 31 abbiamo documentazione di casi di contagio in ambiente familiare, non in ospedale". Detto in numeri, invece, suona così il dato di esito di Onnis: "814 dipendenti sottoposti a tampone, 1068 tamponi eseguiti, 801 negativi, 31 positivi". 

E poi c'è la fase 2 da affrontare. Onnis anticipa che al Santa Maria della Misericordia 'cè bisogno di liberare una delle terapie intensive". Inserirla nel 'percorso pulito' per restituirla alla funzioni fuori dalle terapie per i malati di coronavirus. E ancora: "Sono circa dieci le terapie in sperimentazione nell'ospedale per aiutare i pazienti Covid, dall'eparina al plasma, ma stiamo aspettando i vaccini, la vera svolta". 

Intanto, per far ripartire le prestazioni dell'ospedale, rimodulate a causa del coronavirus, "chiediamo ospitalità al sistema privato". Per dirla con le parole di Onnis, "non è una cessione di attività, ma un rapporto di collaborazione. Sono attività dell'azienda ospedaliera di Perugia, con i professionisti dell'ospedale di Perugia". Così la dirigenza ha visitato due delle quattro cliniche private perugine che potranno dare ospitalità: Porta Sole, Liotti, Fiorita e Lami. In ultimo, ma non certo per importanza, i nuovi tamponi: "Abbiamo un test molecolare che rileva il virus in 45 minuti, mentre il test normale circa 6 ore. E ha un elevato livello di affidabilità". Fondamentale, conclude il commissario, "per ridurri i tempi di attesa di un paziente della zona grigia in attesa della diagnosi su un eventuale contagio da coronavirus". 

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