Coronavirus, anche la matematica è in lutto: il Covid-19 ha ucciso il genio John Conway

Pubblichiamo l'intervento di Nicola Ciccoli, professore associato di Geometria del Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università degli Studi di Perugia

Pubblichiamo l'intervento di Nicola Ciccoli, professore associato di Geometria del Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università degli Studi di Perugia. 

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Il nuovo coronavirus si abbatte sul mondo accademico, portandosi via una delle grandi menti del XX Secolo. Sabato 11 Aprile, a Princeton, il matematico John Conway è morto per le conseguenze di Covid19. Non è semplice spiegare in poche parole l’importanza di questa figura di matematico eclettico, brillante; ho cercato di farlo, invitato a Radio3Scienza, nella trasmissione di ieri.

Le ricerche che più lo avevano portato all’attenzione della comunità matematica sicuramente sono quelle sulla classificazione dei gruppi finiti semplici, tema al centro di una conferenza nell’ultima edizione di Sharper, presso il nostro Dipartimento di Matematica e Informatica. Durante il XX Secolo, il più grande programmi di ricerca intrapreso nel campo dell’algebra è stato la classificazione dei gruppi finiti semplici. Si tratta di capire in quali modi possibili possono organizzarsi le simmetrie, cioè le trasformazioni di una figura che ne conservano le caratteristiche. Si pensi all’insieme delle trasformazioni di un quadrato (rotazioni e riflessioni) che non lo modificano come figura. Di tali gruppi di simmetrie erano note alcune famiglie. Conway ha contribuito alla scoperta di alcuni tipi di simmetrie cosiddette sporadiche del tutto inattese, determinandone tre nuovi tipi alla fine degli anni ’60 e contribuendo a completare, a metà degli anni ’80, il monumentale Atlante dei gruppi finiti semplici che riassumeva le caratteristiche di tutte tali simmetrie. In questo lavoro Conway si è imbattuto in una connessione inaspettata, tra il più grande dei gruppi di simmetria sporadico, il cosiddetto gruppo Mostro(per il numero “mostruoso”di simmetrie che lo compongono) e alcune funzioni, dette modulari, note da studi sulla teoria dei numeri. Connessione sorprendente, tanto da meritarsi il nome di congettura della mostruosa follia (Monstrous Moonshine conjecture). Questa congettura è stata dimostrata nel 1992 da Borcherds usando tecniche proprie della meccanica quantistica (le algebre di operatori di vertice), mostrando profonde interconnessioni tra lo studio dei gruppi finiti e i tentativi di descrivere una teoria simmetrica della gravità quantistica. E’ questo uno dei miei temi di ricerca e la mia sorgente di interesse per questo lavoro.

Ma Conway è stato un matematico assai più versatile e curioso. Sempre interessato ai giochi, in particolare a quei giochi che contengono strategie originali, ha usato questa passione per indagare proprietà matematiche nuove in maniera assolutamente caratteristica. Ciò lo ha portato a diventare da, sue parole, adolescente introverso e strano a uno dei matematici più carismatici degli ultimi anni. Alla fine degli anni ’60 ha inventato le regole di Life, un automa cellulare basato su poche regole deterministiche che riesce a simulare le caratteristiche di un sistema biologico complesso. Negli anni ’80, oltre a introdurre un nuovo calcolo degli invarianti nella teoria matematica dei nodi (il polinomio di Alexander –Conway), è stato anche tra i primi a brevettare una tecnica di codifica dei dati usando algoritmi legati al problema dell’impacchettamento ottimale di sfere. Anche su questi temi di ricerca il nostro Dipartimento ha un attivo gruppo di ricerca.

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Studiando le mosse del GO, Conway è riuscito a dare una nuova costruzione dei numeri, i numeri surreali, capace di comprendere la costruzione dei numeri reali, ma anche quella dei numeri ordinali, infinitesimi e infiniti. Si è divertito, inoltre, a ottimizzare un algoritmo per calcolare a mente in quale giorno della settimana cade una data arbitraria, l’algoritmo del Giorno del Giudizio, e a elaborare una provocatoria teoria al confine tra fisica teorica e filosofia, il Teorema del Libero Arbitrio. Un ricercatore mosso da sconfinata passione e voglia di divertirsi e che, intervistato pochi anni fa, alle soglie degli 80 anni, diceva di se: “mi piacciono gli studenti, parlare con loro, giocare con loro, fare loro domande di matematica e rispondere alle loro domande quando ne sono in grado, anche imparare da loro, se necessario. Una grande lezione di semplicità da parte di un uomo che con grande ironia diceva di se: ho il grande difetto della modestia. Se non fossi così modesto sarei semplicemente perfetto.

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