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INVIATO CITTADINO Coronavirus, la Regione fa marcia indietro e (ri)autorizza i prelievi

La questione era stata sollevata dalla Fisiocam che aveva diffidato la sanità regionale precisando che, in assenza di riscontro adeguato, avrebbe presentato ricorso al Tar

La Regione fa marcia indietro e (ri)autorizza i prelievi covid improvvidamente interdetti. Soddisfazione dei ricorrenti

Quella delibera (la 786 del 2/9/2020), anziché facilitare e rendere più snelle le procedure di analisi covid, le inibiva o, quanto meno, le rallentava. Con danno per la rapidità nell’individuazione dei positivi e, di conseguenza, con nocumento a carico della salute pubblica.

La questione era stata sollevata dalla Fisiocam che aveva diffidato la sanità regionale precisando che, in assenza di riscontro adeguato, avrebbe presentato ricorso al Tar.

“Quella delibera – sostenevano – è illegittima e dannosa per quanto attiene alle misure di contrasto al covid”.

Una lettera dello Studio legale Gianni Dionigi aveva contestato duramente le conclusioni e le conseguenze della delibera della sanità regionale. “La forma e la sostanza della delibera – sosteneva il legale – sono contraddittorie e tali da generare un calo nel controllo della situazione”.

Ora la Regione si corregge e ripristina lo status ante quem. Decide, insomma, “di modificare i punti 1 e 2 del deliberato della DGR 786/2020, prevedendo che sia i Laboratori privati in possesso di autorizzazione regionale che i Punti Prelievo possano effettuare il prelievo del campione ed affidare ad un laboratorio, autorizzato dalla Regione Umbria ai sensi della DGR n. 571/2020, l’esecuzione del test molecolare per SARS-CoV-2”.

Piena soddisfazione espressa dai ricorrenti secondo i quali la delibera, al punto 2, decideva di escludere dall’effettuazione del prelievo dei tamponi (oro/rino-faringei) i punti prelievo autorizzati dalla stessa Regione. Un’evidente contraddizione che non seguiva un filo di logica.

Situazione assurda alla quale si è opportunamente posto rimedio.

Nota di amarezza. Dice il ricorrente Carmine Camicia: “Hanno accolto la nostra legittima protesta senza nemmeno una risposta di riscontro. Per non darci soddisfazione? Forse!”.

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