Coronavirus: c’è qualcuno, a Perugia, che lavora a casa da sempre. Per scelta

Si tratta di Marco Andrea Fichera, designer, esperto di media e di marketing strategico

C’è qualcuno, a Perugia, che lavora a casa da sempre. Per scelta, non per quarantena. Si tratta di Marco Andrea Fichera, designer, esperto di media e di marketing strategico, oltre che eccellente fotografo.

Dice: “Fino a poche settimane fa, molti mi guardavano strano, quando affermavo di lavorare da casa”.

Oggi Marco si prende la rivincita su facili (e disinformate) ironie.

Quale la tua formazione?

“Mi sono formato alla facoltà di Design Industriale del Politecnico di Milano, dove ho avuto l’onore di poter interagire, fra gli altri, con Paolo Rosa, artista che si ispirava al principio ‘l’uomo deve tendere al bello’. Credo che la mia scelta dipenda anche da questa esperienza”.

Come sei capitato fra i travertini della Vetusta?

“Verso i trent’anni, al momento di scegliere se far trasferire la mia compagna in Brianza o venire a Perugia, non ho avuto nessun dubbio: Perugia era il bello al quale dovevo tendere”.

Da dove discende la scelta di lavorare da casa?

“La scelta di avere casa/studio, o meglio lo studio in casa, è nata dall’esigenza di adottare un modello “smart” che ottimizza le risorse investite per impiegare più produttivamente gli investimenti dei propri clienti. Le spese di studio e segreteria avrebbero appesantito notevolmente i costi”.

Quali i vantaggi… e i rischi?

“Ritengo che non bisogna accontentarsi di fare 'il lavoro che piace', ma, soprattutto in campi con alto tasso di creatività e in rapidissima evoluzione, bisogna coltivare la curiosità ed accettare quotidianamente nuove sfide. Abbandonare Milano, la confortante idea del posto fisso e la carriera nelle grandi agenzie, mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova, andando ad applicare tutta la mia esperienza in contesti differenti e per clienti che hanno spesso esigenze particolari”.

Cosa fai, in concreto?

“Ideazione e progettazione di siti web, opere di consulenza continua con cui accompagno il cliente dall’idea al lancio di nuovi prodotti, seguendo brand, posizionamento, strategie, immagine”.

Il segreto per ben lavorare da casa?

“Non lavorare IN casa. Ma organizzarsi in modo tale da riuscire a predisporre degli spazi dedicati esclusivamente al lavoro ed altri dedicati esclusivamente al “non lavoro”. Il mio studio può essere una stanza o anche solamente una parte di una scrivania e una sedia, ma bisogna saper separare. Quando si è in un particolare luogo/spazio, si è all’interno del contesto lavoro. Viceversa, si è fuori dal lavoro”.

Previsioni professionali per il futuro?

“Di sicuro, dobbiamo essere pronti ad affrontare tempi duri, con sfide che saranno inedite e, per di più, col limite di capacità economiche ridotte. La tentazione per molte realtà imprenditoriali, grandi o piccole, sarà quella di “arrangiarsi a fare da soli”. Chi fa da solo, in questi campi, non solo sicuramente spreca il suo tempo, ma rischia anche di danneggiare il proprio business.
Bisognerà quindi saper trovare nuove strategie, formule, proposte, comunicazioni, interazioni con i clienti, per poter far fruttare al meglio ogni centesimo”.

Un nuovo modo di concepire i beni.

“Oltre all'attività di “Progettista della comunicazione”, ho iniziato, sfruttando la mia formazione universitaria, un percorso professionale nell’àmbito della progettazione per la stampa 3D. Sono tecnologie ormai mature: possiamo comprare macchinari da poche centinaia di euro, capaci di produrre direttamente in casa oggetti estetici o funzionali.

Cosa fai?

“In pratica, io progetto e realizzo un oggetto, qualcuno (in Europa, come in Canada, in Australia o in Giappone) ritiene che sia utile/bello/interessante. Acquista quindi le 'istruzioni', e la licenza, per produrlo con la propria stampante. E, se lo rompe o lo smarrisce, può semplicemente produrne una nuova copia, ha il diritto di farne infinite copie, se ad uso personale. Quindi si compra il diritto di utilizzare un bene e non una singola entità di quel bene. Si produce quello che serve, quando serve, su richiesta e nel luogo di utilizzo. Potendo, nel rapporto diretto designer e fruitore, andare anche a prevedere personalizzazioni, ovvero creazioni su misura e intorno a esigenze specifiche”.

Dunque, a te le quarantene non nuocciono?

“Negli ultimi dodici mesi ho lavorato intensamente per realizzare un progetto dove proporre pezzi d’arredamento Made in Italy, figli della nostra tradizione, pensati appositamente per la produzione con stampanti 3D ‘casalinghe’ e non di fascia alta”.

Ultima realizzazione?

“Non solo non mi sono mai fermato, ma ho anche arricchito la prima collezione con un pezzo bonus: “#tuttobene, cassettiera scaramantica”.

Legata al dramma del corona, vero?

“Ironicamente, possiamo affermare che oggi più che mai abbiamo bisogno anche di tanta fortuna, comunemente indicata con un particolare anatomico posteriore. Ci vuole quindi un po’ di c**o extra e la mia cassettiera assume, in modo invero stilizzato, le fattezze di terga scaramantiche.
Oltre ad allontanare le negatività, il pezzo ha in sé un valore concreto: tutto il ricavato sarà interamente donato per progetti legati all'emergenza Covid”.

Questo è Marco Andrea Fichera. Sito di riferimento per il progetto di design www.trezero.it;
sito professionale www.cklab.it..

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