Coronavirus, l'Unione Parkinsoniani di Perugia non si ferma

Intervista alla presidente Elisa Marcaccioli: "Questa situazione di emergenza lascia spazio a due possibilità: rimanere inermi e terrorizzati oppure reagire, trasformandole in grandi opportunità"

Parliamo con la logopedista Elisa Marcaccioli, Presidente dell’Unione Parkinsoniani di Perugia, circa lo stato dell’arte dell’Associazione e le iniziative poste in essere.

Premette: “Questa situazione di emergenza - come in tutte le crisi - lascia spazio a due possibilità: rimanere inermi e terrorizzati oppure reagire, trasformandole in grandi opportunità”.

Quale la strada che avete scelto?

“Quella del fare, di cogliere ogni possibile opportunità: questa visione delle cose me la impone il mio stupendo lavoro di riabilitatrice. Sono pronta a intervenite quando improvvisamente nella vita accade qualcosa (come un ictus, una malattia neurodegenerativa, oncologica, un trauma) che ti obbliga a fermarti”.

Tu e l’Associazione avere certamente risentito dell’attuale situazione.

“Non si può fingere che nulla sia accaduto, come non si possono nascondere le emozioni che si provano (smarrimento, paura, angoscia, frustrazione). Le situazioni vanno affrontate a muso duro, rimboccandosi le maniche”.

Dunque, come ti comporti?

“Tutto questo lo sto insegnando alla mia squadra… uomini e donne (di una certa età, non solo giovani): tutti dimostrano una grande pazienza, coraggio e… follia a seguirmi”.

Quale a tuo avviso la situazione?

“Le restrizioni attuate per fronteggiare l’emergenza sanitaria pubblica (perfettamente condivisibili) si ripercuotono violentemente contro tutti malati no-covid cronici, con un effetto boomerang”.

In che senso?

“Nello specifico, la terapia per il malato di Parkinson è farmacologica e motoria. La sola terapia farmacologica non è sufficiente. Aggiungo che noi abbiamo sempre offerto terapie di gruppo per cinque giorni la settimana per colmare le "sviste" della nostra sanità regionale che offre solo 10 sedute di fisioterapia per 2 volte all'anno e, sporadicamente, anche logopedia”.

Quindi, attualmente cosa state facendo?

“Con il sopraggiungere delle restrizioni, abbiamo iniziato fin dai  primi giorni a girare video informativi e didattici, con lezioni on-line per cinque giorni alla settimana alle ore 10.00”.

Su quale “materia”?

“Il lunedì Tai Chi, martedì e mercoledì Attività motoria adattata, giovedì Ginnastica Yoga Facciale, venerdì Danza per te”.

C’è dell’altro?

“Abbiamo istituito un servizio telefonico "linea amica" rivolto ai malati, familiari e caregiver, attivato in collaborazione con il Comune di Perugia”.

In cosa consiste?

“Rispondono due psicologhe, dal lunedì al venerdì, dalle 15.30 alle 17.30. Il telefono 075/5773040 è stato messo a disposizione dal Comune grazie all’intervento dell’Assessore Edi Cicchi e sarà deviato sul cellulare del dottoresse negli orari stabiliti”.

E poi?

“Linea diretta con il Neurologo, in collaborazione con il Dott. Nicola Tambasco, Responsabile del Centro disturbi del movimento - Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedaliera S.M. del Misericordia di Perugia. Rispondono  il giovedì dalle 11.00 alle 13.00”.

Avete attivato altre iniziative?

“L’11 aprile, in occasione della giornata Mondiale della Malattia di Parkinson, abbiamo postato su Facebook”.

A chi offrite i vostri servizi?

“Il servizio è offerto a tutti i soci. Quanti intendono associarsi possono inviare una mail a unioneparkinsonianiperugia@gmail.com).

Hai qualcos’altro da aggiungere, iniziative da rendere note?

“Il 25 aprile avremmo dovuto celebrare la decima edizione della Run for Parkinson's, ma è ancora tutto legato all’imprevedibilità della situazione. Se si potrà fare, chiediamo alla città di Perugia di correre per noi, di aiutarci e sostenerci. Questa volta, vorremmo essere noi ad aiutare la  nostra città!”. 

Mi risulta che avete fatto anche donazioni, vero?

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“Ieri mattina, alle 12.30, abbiamo consegnato tute antivirus e mascherine ffp3 (per complessivi 2000 euro di donazione) al dott. Fabio Gori, Responabile della Rianimazione - Anestesia e Medicina del Dolore  dell’Ospedale di Perugia. In foto, insieme a me e al dott. Fabio Gori, la dottoressa Antonelli e la caposala. Abbiamo risposto a fine marzo all’appello lanciato dai medici del reparto, che non avevano DPI idonei per svolgere il loro lavoro in sicurezza. In foto indossiamo la maglia della Run for Parkinson's, compresi io e il Vicepresidente Cesare Vincenti”.

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