Sabato, 24 Luglio 2021
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L'Umbria celebra la Giornata internazionale dell'infermiere: "Grazie a tutti per l’abnorme lavoro svolto durante la pandemia"

Il ringraziamento dell'assessore regionale Coletto. Romizi: "Grazie per le competenze, il lavoro e l’umanità dimostrata". Varasano: "Costruttori del bene comune"

“Grazie a tutti per l’abnorme lavoro svolto durante la pandemia”. L'assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, ha aperto il suo messaggio per la Giornata internazionale dell'infermiere. “A breve il ruolo dell’infermiere dovrà essere rivisto e rivalutato – ha detto l’assessore – e l’infermiere oltre al naturale ruolo negli ospedali, avrà sempre di più un ruolo importantissimo sul territorio affiancando i medici di medicina generale anche sul fronte della prevenzione. Abbiamo una popolazione che diventa sempre più anziana – ha proseguito - e il nostro obiettivo è farla vivere a lungo e in salute. A tal fine è importante la prevenzione così come è indispensabile una figura che possa erogare le cure domiciliari”.

“Nella stesura del nuovo Piano socio sanitario – ha concluso Coletto - sicuramente gli infermieri saranno coinvolti come parte integrante di un servizio sanitario che dovrà essere sempre più impegnato sul territorio per dare risposte ai pazienti in generale e in particolare agli anziani”. 

La Giornata Internazionale dell’Infermiere, celebrata in tutto il mondo il 12 maggio, in ricordo della 12 maggio 1820, data di nascita di Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne, è stata celebrata anche dal Comune di Perugia: “Questa giornata si riallaccia alla storia di una donna che ha saputo vedere lungo -ha detto il Sindaco Romizi, in riferimento alla stessa Nightingale- ma anche alla storia cittadina, quella degli infermieri a Perugia. Una storia, quest’ultima, che andrebbe recuperata e restituita alla cittadinanza per comprendere meglio non solo quello che fate oggi, ma anche tutto quello che è stato fatto in passato, per arrivare fino a qui. Per comprendere come la professione di infermiere si è evoluta, grazie anche alle scoperte scientifiche, alle innovazioni tecnologiche, ad una nuova concezione di assistenza e, non ultima, alla fondamentale attività di formazione. Tutto ciò -ha proseguito- ci rende ancora più consapevoli dell’importanza che la professione infermieristica ha assunto nell’ultimo secolo. E a questo -ha concluso Romizi- si deve aggiungere il doveroso ringraziamento a tutti gli infermieri per quanto hanno fatto nell’ultimo anno di emergenza sanitaria, non solo per le straordinarie competenze che hanno saputo mettere in campo, ma anche per l’umanità dimostrata, con cui talvolta hanno dovuto sostituirsi alle famiglie e alle istituzioni.”

Il Primo cittadino ha concluso, quindi, con l’augurio ai partecipanti di una buona giornata di festa, di approfondimento e di informazione alla cittadinanza, sottolineando l’utilità della mostra fotografica organizzata dallo stesso Ordine e realizzata dagli stessi professionisti, “che -ha detto Romizi- con le sue immagini, a volte anche forti, sa testimoniare, meglio di tante parole, che cosa significa essere infermiere”.

“Vi chiamiamo eroi -ha aggiunto, nel suo intervento, l’assessore Varasano- con un appellativo che attiene all’eccezionalità, che è emozionale. Poi però, nel quotidiano, ce ne dimentichiamo. Il significato di questa giornata è, piuttosto, quello di potervi ringraziare per ciò che fate ogni giorno, per l’ordinario, per il vostro essere “costruttori del bene comune”. La vostra -ha aggiunto- è una vocazione e si dovrebbe avere considerazione per la professione infermieristica ogni giorno.” Varasano ha concluso citando “Un cuore solo”, la mostra dell’artista Adele Lo Feudo allestita lo scorso anno in collaborazione proprio con l’assessorato alla Cultura del Comune e dedicata agli infermieri, perché, come ha scritto la stessa artista, “gli infermieri sono un cuore solo tra di loro e con i pazienti che accudiscono.”

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