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Coronavirus: stop a messe e funerali, ecco cosa cambia e come vivere la Fede e la preghiera in famiglia

Funerali in forma privata direttamente al cimitero con la benedizione della salma da parte del sacerdote. Messe in streaming: c'è anche quella celebrata da papa Francesco da Casa Santa Marta

Messe, funerali, battesimi e matrimoni (anche se in Quaresima non ci si potrebbe sposare, mentre per prima comunione e cresima i tempi sono ancora lontani) tutto sospeso o con cerimonie ristrette. È quanto disposto dalla Conferenza episcopale umbra, in accoglimento di quanto deciso dalla Cei, in attuazione del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri entrato in vigore per contrastare la diffusione del Coronavirus”.

La sospensione riguarda la celebrazione di tutte le messe feriali e festive con la presenza dei fedeli in tutte le chiese e santuari della regione, fino a venerdì 3 aprile. I sacerdoti continueranno a celebrare la messa in privato.

Nella sospensione rientrano anche i funerali che verranno celebrati secondo le indicazioni del Rito delle esequie alla presenza del solo sacerdote e dei familiari stretti, direttamente al cimitero con la sola benedizione della salma e la preghiera prima della tumulazione. Niente veglie funebri, quindi, feretro direttamente al cimitero, stop ai cortei funebri a piedi verso il cimitero, rispetto delle distanze imposte dalla normativa anche al cimitero e messa esequiale concordata con la famiglia al termine dell’emergenza.

“È doloroso non poter celebrare la messa con i fedeli, ma cerchiamo innanzitutto di cogliere in questa situazione la possibilità di riscoprire la preghiera personale e in famiglia, (la famiglia è una piccola chiesa, o chiesa domestica); in secondo luogo questa situazione può servire a risvegliare in noi il desiderio dell’Eucarestia come bisogno e uscire fuori dall'abitudine ad Essa in cui eravamo caduti – dice monsignor Carlo Rocchetta, fondatore del Centro Familiare Casa della Tenerezza - In terzo luogo, possiamo pensare forse che questo segnale che Dio ci manda ci costringe rivedere quel delirio di onnipotenza che ha animato la nostra umanità e tutti noi in questi ultimi decenni. Possiamo leggere questo evento come un segnale che ci chiama alla conversione e a tornare a Dio con tutto il cuore. Il fatto stesso della ‘convivenza forzata’ in famiglia di questo periodo ci può far riscoprire il valore della comunione familiare tra sposi, genitori e figli, nonché il valore di essere una famiglia come Dio l’ha voluta fin dall’inizio. Viviamo questo periodo con grande fede e fidandosi della Provvidenza di Dio. Dio provvederà”.

Nell’impossibilità di adempiere al precetto festivo “i fedeli sono invitati a dedicare un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e in streaming sui siti internet e sui social – recita la nota dei vescovi umbri - L’accesso ai luoghi di culto sia consentito ai singoli fedeli che vogliano recarvisi per la preghiera individuale, avendo cura che venga osservata la distanza di precauzione igienica”.

Papa Francesco per manifestare “la quotidiana vicinanza alle persone ammalate, alle persone in quarantena, alle persone impossibilitate a muoversi” si legge in una nota del Vaticano, celebrerà “la messa mattutina delle ore 7” nella cappella di Casa Santa Marta che “verrà trasmessa in diretta streaming”.

“La Chiesa, in questo momento di difficoltà per la società, intende evitare qualsiasi occasione che possa rendere reale tale rischio e, pur con amarezza e dolore, ci atteniamo alle richieste che provengono dalle istituzioni, augurandoci che tale scelta contribuisca a scongiurare la diffusione del virus – afferma monsignor Fausto Sciurpa, arciprete del Capitolo della cattedrale di San Lorenzo – L’invito che rivolgo ai fedeli, oltre a quello di riscoprire il valore della preghiera, è di offrire il digiuno eucaristico di questo periodo al Signore, interpretandolo come una privazione che diventa dono nella logica della Fede”.

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