Giovedì, 13 Maggio 2021
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Fase 3, locali da ballo e discoteche. Il Silb Umbria: "Le nostre proposte alla presidente Tesei. Apertura il 15? Diteci come"

Il presidente del Sindacato dei locali da ballo, Muscinelli: "Ripartiamo o il settore scompare"

I primi a chiudere, gli ultimi a riaprire. Un settore completamente paralizzato. Che in Umbria conta circa 600 addetti contrattualizzati, una trentina tra discoteche, dancing e night club. Un giro di affari importante che da mesi è completamente bloccato. Come e quando ripartirà? L'assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Paola Agabiti, intervistata da Tef Channel, ha aperto all'ipotesi di ripartire il 15 giugno su cui le Regioni stanno lavorando, approfittando della bella stagione e quindi di serate all'aperto dove garantire il giusto distanziamento.

"E' un'ipotesi certamente. E' vero anche, però, che nel nostro caso, i locali all'aperto sono una parte minima. Ma il settore ha bisogno di indicazioni chiare e precise che possano garantire una ripartenza complessiva" commenta il presidente regionale del SIlb di Confcommercio, Enzo Muscinelli. 

"Presto porteremo sul tavolo della presidente Donatella Tesei le nostre proposte - aggiunge - Siamo disposti a ridurre le capienze per garantire il rispetto delle disposizioni di sicurezza e garantire tutta la serenità necessaria ai clienti e ai lavoratori. Sicuramente dovremo prevedere postazioni all'ingresso per misurare la temperatura. Sono idee, altri provvedimenti potranno essere presi. Ma dobbiamo riaprire, perché altrimenti il destino per le nostre aziende è bello che segnato".

Un settore imprenditoriale, rileva Muscinelli, al momento completamente abbandonato a se stesso, non contemplato, per fare un esempio, nei provvedimenti governativi di sospensione della tassazione. L'Imu: molti di noi si troveranno a versare l'imposta pur non avendo lavorato. Un vero colpo di grazia. Per le altre aziende il pagamento è stato sospeso, noi non figuriamo in alcuna disposizione. Un distinguo che non si comprende". 

"L'esperienza drammatica del coronavirus spero non cambi completamente le nostre abitudini. Quella del ballo è una consuetudine che ci appartiene da sempre, è un bisogno che abbiamo - prosegue - sono convinto che il giusto equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza e l'intrattenimento si dovrà trovare se non si vuole mettere definitivamente una pietra sopra a un settore che in tutta Italia è comunque rilevante. Il 15 giugno si potrebbe ripartire. Ci dicano come prima tutto. Noi abbiamo le nostre idee, serve confrontarci. Vedremo poi come andranno le cose". La cartina di tornasole è l'Emilia Romagna, "be' il punto di riferimento è lì, la RIviera. Anche dal loro esempio potremmo capire qual è la migliore strada percorribile": 

Il tempo stringe peché di giorni ne mancano pochi, "sarebbe paradossale poter riaprire e non sapere come, perdere ancora del tempo. Vediamo, noi siamo pronti a dare il nostro contributo". 

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