LETTERA APERTA Coronavirus: "Ecco perché la delibera regionale complica la questione tamponi"

Dal Poliambulatorio Fisiocam srls una lettera aperta all’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto

Quella delibera della sanità regionale, anziché semplificare, complica enormemente la questione tamponi. Va assolutamente corretta, altrimenti blocca tutto.

Questa la sintesi stringatissima della lettera aperta che il Poliambulatorio Fisiocam srls invia all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Autore della missiva: l'Amministratore delegato Fisiocam Carmine Camicia, figura rappresentativa della sanità territoriale anche in veste di attivissimo sindacalista dei massofisioterapisti. Oggetto della lettera sono “rilievi sulla delibera di Giunta N° 786 del 02/09/020”.

Il discorso prende le mosse dalle autorizzazioni, concesse dalla Regione dell’Umbria,  a svolgere numerose attività sanitarie e tra queste anche l'attività di “punto prelievo”. La Regione (al fine di verificarne i titoli) invia, ogni qualvolta lo ritenga utile, funzionari della ASL ai quali spetta il compito di verificare i requisiti richiesti per legge.

“Il nostro punto prelievi - scrive l’amministratore delegato di Fisiocam - non effettua direttamente tamponi, ma è contrattualmente legato ad un laboratorio di analisi molto noto, ed effettua i prelievi attraverso personale qualificato come infermieri e medici. Il punto prelievo - aggiunge lo scrivente - ha un locale prettamente dedicato, con ingresso autonomo. L'accettazione dei pazienti avviene attraverso un programma specifico ed i pazienti, attraverso dei codici, possono autonomamente stamparsi i referti, firmati digitalmente dal responsabile del laboratorio di analisi”.

C’è poi la questione del trasporto dei prelievi. “Il trasporto dei campioni avviene attraverso il ritiro del laboratorio di analisi, che dista a soli 200 m dal nostro poliambulatorio. Comunque il nostro Centro prelievi è in grado anche di trasportare i campioni biologici attraverso un OSS con un contenitore specifico, a norma e munito di GPS, rispettando la modalità di prelievo di campioni biologici, conservazione, trasporto e sanificazione”.

Fin qui, dunque, tutto a posto. Ma dove sta l’incongruenza dell’ordinanza? Il fatto è che quella delibera fa confusione. In che senso? Si ispira al principio 'todos caballeros'. “La giunta regionale, con un atto, autorizza i circa 50 laboratori di analisi dell'Umbria ad effettuare solo i prelievi tamponi rino faringeo, inviando i campioni ai solo 4 laboratori di analisi, che ad oggi sono in condizioni di poter effetturare i test molecolare per SARS - COV-2”.

E va bene, ma ecco il punctum dolens! “La stessa delibera, al punto 2, stabilisce di escludere dall'effettuazione del prelievo dei campioni tampone oro/rino-faringeo) i punti prelievo autorizzati dalla stessa Regione”. Una vera assurdità. Una logica aberrante. “La logica di quanto sopra sfugge alla nostra società, poiché di fatto i laboratori di analisi, 'diventano Punti Prelievi' mentre i punti prelievi, che hanno esperienza, competenza e professionalità, verrebbero incredibilmente esclusi”.

Ma così tagliano fuori i centri di salute e lo stesso Poliambulatorio di Piazzale Europa. Aggiunge Camicia: “Si ricorda altresì che tutti i centri di salute delle ASL dell'Umbria sono punti prelievi ed anche il Poliambulatorio di Piazzale Europa è un punto prelievo, pertanto questa delibera di Giunta di fatto escluderebbe anche questi ultimi, creando disagi ai cittadini”.

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Conclusione? Cambiare la delibera nella forma e nella sostanza. A meno di non voler creare situazioni di disagio. Col risultato che, anziché incrementare i tamponi (questo era lo scopo dell’allargamento ai privati), si finisce per ostacolarne la fattibilità e dunque ridurne il numero.

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