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Coronavirus, il Codacons: "Stop a calcetto e sport amatoriali? Pronti a una guerra legale"

In attesa del Dpcm che il governo si prepara a varare, l'associazione che tutela i consumatori 'minaccia' una "valanga di ricorsi" e la richiesta di "rimborsi in denaro, non con i voucher"

Il nuovo stop al calcetto e agli sport amatoriali dovrebbe essere una delle misure restrittive previste dal prossimo Dpcm, che il presidente del consiglio Giuseppe Conte si appresta a varare nelle prossime ore per contrastare la nuova ondata di coronavirus. Una scelta che ha messo in allarme il Codacons, pronto anche in Umbria alla 'guerra' legale a sostegno dei consumatori.

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"Se il Governo inserirà nel prossimo Dpcm lo stop al calcetto e agli altri sport amatoriali, dovrà prevedere esplicitamente il rimborso in denaro in favore degli utenti che hanno sostenuto spese per attività che ora non potranno più essere praticate. I provvedimenti allo studio dell'esecutivo e finalizzati a limitare i contagi avranno inevitabili effetti non solo sulle abitudini dei cittadini, ma anche sulle loro tasche – spiega il Codacons -. Lo stop agli sport amatoriali determinerà l’impossibilità di praticare tutta una serie di discipline, dal calcetto al basket, passando per balli di coppia e di gruppo, pallavolo, boxe, arti marziali, ecc. Attività spesso già pagate dai cittadini, attraverso ad esempio abbonamenti a campi sportivi, tessere di iscrizione alle strutture, corsi, lezioni, ecc.".

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E non ci si accontenterà dei voucher: "In caso di divieto alle attività sportive, i soldi dovranno essere restituiti agli utenti non tramite voucher, ma ricorrendo ai rimborsi in denaro, sulla base dell’art. 1463 del codice civile secondo cui 'Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito'. Se il Governo non prevederà espressamente rimborsi in denaro in favore dei cittadini, il Codacons Umbria si farà promotore di una valanga di ricorsi in regione per far ottenere ai consumatori i rimborsi delle spese sostenute per attività sportive che non potranno più praticare".

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