Coronavirus e didattica: "Così l'Università di Perugia ha affrontato l'emergenza"

Pubblichiamo l'intervento di Carla Emiliani, professoressa ordinaria di Biochimica e delegata del Rettore per la didattica

Pubblichiamo l'intervento di Carla Emiliani, professoressa ordinaria di Biochimica e delegata del Rettore per la didattica

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Così l’Ateneo perugino sta facendo fronte all’emergenza Covid-19: mille docenti stanno svolgendo regolarmente le proprie lezioni ad un totale di oltre 24 000 studenti. Altrettanto regolare lo svolgimento degli esami e delle sedute di laurea. Dopo le vacanze pasquali 5000 studenti potranno anche usufruire di attività di laboratorio “interattivo” che consentirà loro di maturare esperienze pratiche anche con modalità innovative messe in atto fra i primi atenei in Italia. Nessuno studente è stato lasciato solo, sono state previste azioni aggiuntive anche per i disabili, altre sono in progetto per i non abbienti.

Appena scattata l’emergenza, insieme al Magnifico Rettore ed alla Governance, ci siamo interrogati a lungo sul significato della modalità “a distanza” con la quale dovevamo necessariamente fare i conti. Noi non siamo un Ateneo telematico ed ora più che mai vogliamo mantenere la nostra identità, il rapporto diretto con i nostri studenti deve rimanere una priorità per tutti noi. Primo obiettivo è stato ovviamente quello di far rientrare tutti gli studenti, prima possibile ed in sicurezza, presso le proprie abitazioni. In una settimana l’Ateneo è stato in grado di attivare tutte le lezioni del secondo semestre in modalità a distanza (1600 insegnamenti).

Non si tratta di lezioni registrate o in modalità elearning; le lezioni vengono svolte dai docenti, in collegamento con i propri studenti, nel rispetto degli orari fissati all’inizio dell’anno accademico. Ogni corso dispone di un’aula virtuale dove docenti e allievi si ritrovano, interagiscono, si scambiano materiale, lavorano.

Quotidianamente vengo contattata da studenti dei diversi corsi di laurea ed ho un filo diretto con i loro rappresentanti; nessuno è mai negativo, mi segnalano tutte le criticità, come è normale che sia, ma mediamente gli studenti sono soddisfatti di come le cose stanno procedendo, in alcuni casi orgogliosi perché la loro Università è stata tra le prime a ripartire e perché “tutto va liscio”, anche con quei docenti che si destreggiano meno con certe tecnologie. In questi ultimi giorni si stanno svolgendo regolarmente gli esami finali dei dottorati di ricerca e di alcune scuole di specializzazione.

E’ stato messo a punto un sistema che consente ad amici e parenti di assistere all’esame, ancorché virtuale. E succede che ex allievi che attualmente lavorano all’estero chiedano di accedere e di assistere alla discussione. Occasione quindi di ritrovarsi e, dopo aver ascoltato i seminari, di scambiarsi delle idee sulle attuali attività di ricerca, discutere dei risultati presentati, parlare della quotidianità di ciascuno. La scorsa settimana siamo ripartiti anche con esami e lauree.

Siamo partiti con cautela in questi due ultimi casi, per salvaguardare anche gli aspetti legali di questi due momenti fondamentali per le carriere degli studenti. Abbiamo preferito prenderci un po’ di tempo per predisporre un regolamento didattico adeguato alla situazione di emergenza, farlo discutere ed approvare da tutti gli organi accademici. Nel frattempo stiamo mettendo tutti i docenti nelle condizioni di verbalizzare on-line, mi riferisco ai circa 500 docenti a contratto, italiani e non, che ancora utilizzavano la verbalizzazione cartacea in quanto non dipendenti dell’Ateneo. Siamo uno dei pochi Atenei che ha scelto questa strada, ma siamo convinti che ora potremo operare tranquillamente, nel rispetto di tutte le regole, fino a che sarà necessario farlo.

Affinché tutto proceda per il meglio abbiamo anche organizzato quattro “help-desk”, due di primo livello costituiti da rappresentanti volontari di ciascun dipartimento, esperti di didattica in un caso e di procedure on-line nell’altro e due di secondo livello costituiti da personale della ripartizione didattica/segreterie studenti in un caso e da esperti di informatica nel secondo caso.

In totale più di 100 dipendenti che in base alle proprie competenze si sono resi disponibili per dare una mano affinché tutto proceda per il meglio. Il mese di marzo ci ha visti tutti al lavoro, fianco a fianco anche se in modalità a distanza, con una disponibilità straordinaria da parte di tutti, studenti, personale tecnico amministrativo e bibliotecario, docenti, governance dell’Ateneo.

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Tutti hanno aderito all’appello del nostro Magnifico Rettore, nessuno si sta tirando indietro o fa questioni di orario. Tutti vogliamo che questa tragica esperienza per il mondo intero ci aiuti ad acquisire consapevolezza nelle nostre capacità, ad utilizzare nuovi strumenti e modalità di lavoro che ci potranno essere utili anche in futuro; vogliamo che la nostra Università ne esca più forte di prima. 

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