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Cimiteri aperti, boom di accessi nei primi tre giorni, poi tutto è tornato alla normale routine

Perugia, chi si aspettava file chilometriche per entrare ha dovuto constatare che si trattava di una preoccupazione ingiustificata

Cimiteri aperti. Da oggetto del desiderio a luogo di relativo interesse. Una sfuriata dei primi tre giorni… e poi tutto è tornato alla normale routine, rispettando la media degli accessi.

Sarà che il proibito attira di più del lecito ma, da un rapido dépistage informale, risulta che tutta questa attesa per la riapertura – almeno a Perugia – si è sgonfiata appena l’accesso è stato consentito. Insomma: chi si aspettava file chilometriche per entrare ha dovuto constatare che si trattava di una preoccupazione ingiustificata.

Dice un’addetta che conosce bene la situazione dei cimiteri nel capoluogo: “Il primo giorno è stato un delirio, con gente che voleva entrare tutta insieme, con le macchine, facendo confusione”.

“Poi – aggiunge – tutto si è sgonfiato. Sempre meno gente dopo il secondo-terzo giorno. Fino a ritornare alla completa normalità. E devo dire che i visitatori sono corretti, indossano le dovute protezioni, rispettano le indicazioni”.

L’Inviato Cittadino parla per esperienza. Mi sono recato ieri pomeriggio a Monterone (il “cimitero nuovo”, come dicono i perugini per distinguerlo dal Monumentale) per cambiare l’acqua ai fiori sulla tomba dei miei genitori. Scendendo ai loculi in fondo, ho incontrato una (dicesi “una”) persona che metteva i fiori. Dopo circa un’ora, facendo il solito giro che prevede un saluto alla tomba di Aldo Capitini, mi sono imbattuto in una coppia che faceva manutenzione. Ecco perché (absit iniuria verbis) mi sono fatto l’idea che tutta quell’attesa per la riapertura, forse, era più esibita che sentita.

Nota stonata: mancano gli scalandrini. Occorre incrementarne il numero. Altrimenti la manutenzione delle tombe al quarto e quinto ordine di loculi risulta impossibile.

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