Coronavirus, Fedagripesca: "Bene l'accordo sui fondi nazionali, ma si faccia in fretta"

L'allarme di Confcooperative: "Olio, pesce, vino, verdure, formaggi: produzioni senza mercato"

Sergio Maneggia

Bene il fondo nazionale, ma la preoccupazione rimane. Quella delle aziende agricole e della pesca che aderiscono a Fedagripesca-Confcooperative regionale. Positiva, viene valutata, l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni ai fini dello sblocco dei 100 milioni di euro inseriti del Decreto “Cura Italia” a supporto dell’accesso al credito delle suddette realtà e per l’indennizzo a loro favore a copertura dei periodi di sospensione temporanea dell’attività, ma per Sergio Maneggia e Valter Sembolini, presidente e vicepresidentedell'associazione, pongono l’accento sui “timori legati allo stato di salute finanziaria delle cooperative dell’Umbria per effetto del Covid-19 ed al cospetto della difficilissima campagna agraria 2020 alle porte. "Le nostre imprese associate non hanno di fatto mai sospeso la loro attività, ma in questo momento evidenziano perdite enormi di fatturato, certamente non recuperabili nell’anno in corso, oltre a magazzini pieni da smaltire per accogliere i raccolti della stagione alle porte”.

Situazioni per far fronte alle quali il direttore regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani, chiede l’immediata operatività degli strumenti: “Fatta la dovuta chiarezza tra Ministero, Ismea, Agea, Regione e banche, ora è assolutamente necessario mettere a terra immediatamente i provvedimenti per far arrivare alle imprese la liquidità necessaria per sopravvivere. Apprezziamo molto lo sforzo dell’assessore regionale Morroni, che in questi mesi non si è mai sottratto al confronto con le associazioni ed insieme al quale abbiamo condiviso un pacchetto agricolo volto a spostare i termini in scadenza nel periodo di emergenza, accelerare le istruttorie del Piano di Sviluppo Rurale, scorrere le graduatorie e sbloccare i pagamenti. Ora, però, c’è da affrontare la difficilissima campagna 2020 per rilanciare e proiettare il comparto agroalimentare regionale nel futuro”.

Le cantine cooperative ma anche gli oleifici, le zootecniche, i caseifici, le ortofrutticole e le cooperative della pesca "sono piene di prodotto di assoluta qualità in stoccaggio che non ha trovato e non troverà collocazione nella ristorazione e nei mercati esteri".

“Questo prodotto – riprende Maneggia - va subito indennizzato al prezzo di mercato e quindi smaltito togliendolo dal mercato per evitare il deprezzamento e quindi la beffa oltre al danno per i produttori. Il Decreto di maggio deve assolutamente contenere chiare misure in tal senso prima che le imprese di commercializzazione si presentino ai produttori disperati che si vedranno obbligati a cedere il loro prodotto a prezzi irrisori”.

L’accordo Stato-Regioni prevede anche 20 milioni per possibili interventi rivolti alle imprese della pesca che abbiano subito arresti temporanei per effetto del covid-19. Spiega il vicepresidente di Fedagripesca e amministratore della Cooperativa dei Pescatori del Trasimeno, Valter Sembolini: “L’estensione di questa misura alla pesca nelle acque interne è la grande novità dell’accordo. Personalmente mi sono rapportato con l’onorevole Filippo Gallinella e l’assessore Morroni per far sì che questo si verificasse arrivando anche alla modifica del Feamp (il Fondo Europeo per la Pesca, ndr) a Bruxelles. Oggi tutto questo è realtà ed auspichiamo che il Decreto ministeriale attuativo della misura dell’accordo preveda l’indennizzo non solo ai pescatori professionali ma anche alle Cooperative della piccola pesca che dall’arresto hanno subito danni economici importanti”.

Intanto è iniziato il confronto tecnico con l’Assessore sul futuro dell’agricoltura, centralizzato su quattro temi: qualità, semplificazione, aggregazione e digitalizzazione. “Fedagripesca – concludono i suoi dirigenti - ha chiesto alla Regione il finanziamento della legge regionale 7 del 1999, che ha favorito nel 2000 l’aggregazione delle cooperative di comparti strategici per la nostra regione come il latte, il tabacco, i cereali e la pesca. A questa richiesta affianchiamo quella di un poderoso piano strategico promozionale del brand Umbria attraverso una cabina di regia che metta insieme tutti gli Enti Pubblici e Privati che gestiscono risorse destinate alla promozione. Parimenti chiediamo di sfruttare questa fase così difficile per i comparti del turismo, della ristorazione, dei bar per creare un indotto alla produzione “Made in Umbria” sul modello Toscana, ovvero concedendo aiuti pubblici ai soli commercianti che dimostrino di rifornirsi prioritariamente da produttori agroalimentari regionali”.

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