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Coronavirus, esercizi pubblici allo stremo. Insegne illuminate per protesta: "Abbandonati, molti non riapriranno più"

Anche in Umbria gli imprenditori del settore Horeca aderiranno alla manifestazione nazionale

Vetrine e insegne ormai spente da tempo, in attresa che ristoranti, bar, pubblici esercizi in genere possano tornare ad alzare le sarcinesche. Se ce la faranno, dicono, se non chiuderanno nel frattempo. Anche nella nostra regione, gli operatori Horeca, che hanno aderito al gruppo Horeca Umbria Uniti, parteciperanno all'iniziativa di protesta promossa dal Movimento imprese dell'ospitalità e prevista per questa sera. Alle 21 quelle vetrine e quelle insegne spente si accenderanno per provare a portare l'attenzione su un settore che, dicono gli operatori, è stato abbandonato dallo Stato e che rischia un collasso senza precedenti.

Due mesi di attese e niente lavoro, se non per quegli esercenti che si sono organizzati con la consegna a domicilio, provando in questo modo a drenare una perdita esponenziale con le casse vuote e le scadenze da pagare che incombono, dagli affitti alle bollette a fronte, sostengono anche gli aderenti umbri, di annunciati aiuti di fatto non efficaci, dall'una tantum ai prestiti. 

Pronti in alcuni casi a restituire le chiavi dei loro locali, intanto ne riaccenderanno le insegne. 

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