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Coronavirus, altra lettera di Brunello Cucinelli: "Perché avere paura? A breve torneremo a stringerci le mani e a sorridere"

Dopo il messaggio a un ideale 'amico cinese' l'imprenditore-umanista scrive a una 'persona umana', citando Paracelso e Goya e invitando il mondo all'ottimismo: "Siamo ad un passo dal saper gestire quanto è temuto forse più del reale"

La grande paura causata nel mondo dal coronavirus sta lasciando spazio alla speranza e all'ottimismo e Brunello Cucinelli, imprenditore 'umanista' e 're del cachemire' - che qualche settimana fa sul suo profilo Instagram aveva scritto una lettera a un ideale amico cinese - è tornato a esprimere il suo pensiero sui social attraverso un'altra lettera stavolta indirizata a un più generica 'persona umana'...

"Disse una volta Paracelso: «Vediamo le stelle, ma non per questo esse da sole costituiscono il cielo». Quanto accade oggi - scrive Cucinelli su Instagram - è meno bello delle stelle, ma la riflessione rimane vera. Vediamo qualcosa che un po’ ci preoccupa, ma questo qualcosa, da solo, non costituisce l’intero Creato. Il Creato ha le sue armonie immense e perenni, che tornano sempre al loro equilibrio stabile. Tempo fa scrissi a un ideale amico cinese, perché come persona umana in leggera difficoltà volevo fargli sentire la mia vicinanza. Ma oggi ecco, nella bella Shanghai, in diverse città cinesi, la gente comincia a tornare per le strade; quanto causò timore solo un mese fa ha già iniziato il declino, il senso positivo della persona umana prevale, le preoccupazioni scivolano via, torna la vita di sempre.

Personalmente rimango certo che una naturale preoccupazione è ben diversa da un’insidiosa apprensione. La prima è umana, la seconda non so. Gli scienziati in diverse parti del mondo concordano, hanno accertato la misura governabile del virus, si sono espressi in tal senso alcuni dei più grandi di essi. I governi dei diversi paesi hanno saputo provvedere con proprietà e autorità in accordo tra loro. Perché dovremmo aver paura? Siamo ad un passo dal saper gestire quanto è temuto forse più del reale. «Il Sonno della Ragione produce mostri», così Goya intitolò un suo “Capriccio” dove su di un uomo addormentato volteggiavano mostruosi uccelli. Non molto tempo fa, nel 2008, c’è stata una crisi economica piuttosto severa, e nessuno sapeva come sarebbe finita. Ma quanto accade oggi non ha nulla in comune con quella crisi, perché fino a un mese fa l’economia mondiale andava bene, e perché quella crisi fu strutturale, mentre quella di oggi è congiunturale. Forse quello che sta accadendo può destabilizzare un po’, ma è solo temporaneo. Basterà il tempo, un tempo breve, a ricucire l’incertezza, e vedremo di nuovo le frontiere aperte, le mani stringersi, vedremo i sorrisi; riprenderemo spontaneamente quell’uniformità di pensiero che porta alla tranquillità, sospinti verso l’armonia del Creato per un futuro radioso che ci attende".

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