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Polis prende in carico la casa di riposo e la residenza protetta del Centro sociale “Primavera”

Tra gli obblighi contrattuali la riassunzione già effettuata, di tutto il personale in servizio nella struttura

Polis cooperativa sociale e Pars Pio Carosi onlus entrano nella gestione della casa di riposo e della residenza protetta presso il Centro sociale “Primavera” di San Benedetto del Tronto.

È stato firmato, davanti al segretario generale del Comune di San Benedetto del Tronto dottoressa Maria Grazia Scarpone, il contratto di affidamento per quattro anni, rinnovabile per altri due, della struttura al raggruppamento temporaneo di imprese Polis e Pars Pio Carosi onlus, per un importo di 1,2 milioni di euro, con l’obbligo contrattuale di riassunzione, già avvenuta, di tutto il personale già in servizio nel Centro.

Le due cooperative operano in questo settore da quasi 40 anni gestendo strutture per anziani e nidi d’infanzia in diverse regioni del Centro Italia e in Puglia. Danno lavoro a circa 1.500 persone e fatturano complessivamente circa 45 milioni annui. Polis cooperativa sociale conta 1.208 soci lavoratori, in 6 regioni (Umbria 469, Toscana 57, Abruzzo 416, Marche 21, Sardegna 207 e Puglia 38) che operano nei settori degli anziani, disabili, salute mentale, infanzia e minori.

“Nonostante in questi 40 anni le nostre dimensioni siano molto cresciute – ha assicurato Piombaroli – non abbiamo mai perso di vista la ragion d’essere del nostro lavoro, ovvero mettere al centro dell’attività l’anziano e i suoi bisogni. Noi partiamo dalla considerazione che gli anziani sono la ragione del nostro benessere, quello che abbiamo conquistato lo dobbiamo a loro, e dobbiamo fare in modo di restituire loro quello che ci lasciano”.

I rappresentanti delle cooperative aggiudicatarie, Gianfranco Piombaroli e Luigi Guzzetti, rispettivamente presidente e responsabile commerciale della Polis, hanno poi incontrato il sindaco Pasqualino Piunti e l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni per un primo confronto sul lavoro che dovranno svolgere alla luce delle esigenze dei più anziani e fragili, soprattutto in un momento in cui le restrizioni imposte dalla pandemia impongono un’attenzione e una cura particolari.

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