Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Ultimo incontro… stellare, a Villa Valvitiano, col fisico Roberto Battiston, un’eccellenza scientifica internazionale

Evento preceduto dal saluto d’accoglienza di Ilaria Borletti Buitoni. Merito del successo di “Pensare il futuro” anche a Patrizia Cavalletti, braccio operativo e potenza organizzativa della kermesse

Ultimo incontro… stellare, a Villa Valvitiano, col fisico Roberto Battiston, un’eccellenza scientifica internazionale.

Evento preceduto dal saluto d’accoglienza di Ilaria Borletti Buitoni cui va riconosciuto un merito che va oltre quello di munifico anfitrione. La “domina della limonaia”, dinamismo meneghino e generosità perugina, ha portato nella città d’Euliste il meglio dell’intellettualità nazionale. A darle man forte, in veste di direttore editoriale, Gabriella Mecucci, signora del giornalismo, intrattenitrice e garbata interlocutrice degli ospiti. Ma lode e onore anche a ‘Passaggi’, di Ruggero Ranieri, un Magazine che raccoglie allori nella veste editoriale e virtuale con visite che superano gli ottomila accessi.

Merito del successo di “Pensare il futuro” anche a Patrizia Cavalletti, braccio operativo e potenza organizzativa della riuscita ed esclusiva Kermesse.

Per Battiston, parlare a Perugia è come intrattenere ospiti nel salotto di casa, dato che il suo curriculum di prestigioso ricercatore ha preso le mosse proprio fra i travertini della Vetusta, nel cui Studium ha proficuamente operato.

E il bello è che, con Battiston, stavolta non si parla di satelliti e astronavi (sebbene al suo nome sia stato intestato un asteroide), ma rimaniamo saldamente ancorati ai temi dell’hic et nunc. Nello specifico la pandemia, l’inquinamento, la crisi climatica. Ossia i temi che affliggono l’umano ai nostri giorni.

Gabriella parte chiedendo come comprendere e combattere le emergenze globali: dobbiamo rassegnarci o prepararci a gestirle?

“Occorre imparare a renderle meno impattanti”, risponde lo scienziato che si è ormai ritagliato anche uno spazio di prestigioso divulgatore nei mass-media.

Ed è inevitabile il riferimento a Galilei e alla sua visione della Natura come libro scritto in caratteri matematici. Caratteri che, in questo caso, occorre leggere non solo in chiave sanitaria, ma anche matematico-statistica. È per questo che gli scritti di Battiston hanno guadagnato una meritata fama di affidabilità anche in questioni come l’andamento epidemico del covid, sopra efemeridi di rango nazionale.

Il punto – osserva Battiston – è che la pandemia ha messo in luce la nostra fragilità, sia come esseri umani che come titolari di un modo corretto di interpretare la realtà.

“Siamo abilissimi nell’assumere decisioni rapide e ripetitive. Ma il nostro cervello va in tilt, come una macchina imprecisa, davanti all’imprevisto. Ed è allora il caso di affidarsi, da quattro secoli a questa parte, alla precisione della scienza. Altrimenti restiamo in preda di un pensiero incerto e frammentato”. Parole sante. Valle a dire ai tanti supponenti e improvvisati, sedicenti esperti della fuffa.

Poi una serie di esempi vòlti a dimostrare come, fin dal 1750, si comprese e si sostenne che, vaccinandosi contro il vaiolo, si poteva allungare la durata della vita media di almeno tre anni.

Dal 1920, poi, gli Americani hanno messo a punto “leggi compartimentali” seguendo le quali si può prevedere l’andamento di un contagio, sebbene mosso dalla casualità. Anthony Fauci e la sua scuola sono formati a questo tipo di linguaggio.

“Il virus agisce a caso, ma anche il caso ha le proprie leggi”, puntualizza Battiston.

Poi una reprimenda a epidemiologi e virologi, giornalisti e comunicatori, privi dei requisiti di cultura scientifica. E di modestia… ci sentiamo di aggiungere.

“Siamo anche rimasti senza meteorologi, epidemiologi e figure professionali indispensabili e aduse al problem solving”, sottolinea Battiston. Colpa dei percorsi di formazione sbagliati.

Qualche riferimento anche alla condizione generale dell’andamento pandemico nel mondo, con un paio di stilettate alle scelte dissennate della “perfida Albione”.

E infine l’emergenza climatica, con le implicazioni deleterie per la vita sulla Terra.

Una battutina non male, con parole intinte nel curaro, quando Battiston sottolinea una triste verità: che il politico, normalmente ignorante, rappresenta perfettamente il livello di chi lo ha eletto.

Difficile non solidarizzare.

Spigolatura personale. Gabriella ha fatto riferimento a un libro dal titolo “Dialogo fra un artista e uno scienziato: Franco Venanti e Roberto Battiston”. Affermando che le è piaciuto. Dentro di me ho gongolato. Credo di poterne rivelare la storia e la gestazione, ritenendomi fattivo coautore di quell’opera. Che nasce da una serie di chiacchierate sull’universo mondo, registrate durante delle cene a casa del pittore col Borsalino. Quelle conversazioni furono sbobinate da una volonterosa ragazza, ma non si riusciva a cavarne qualcosa di organico. Venanti mi chiese di impostarlo e farne un libro. Confesso che, per ridurre a unità quelle divagazioni su temi diversissimi, rubai un’idea alla “Perugia della Bell’Epoca” di Uguccione Ranieri di Sorbello. Come il lettore ricorderà, i vari capitoli sono preceduti da un sommario che ne anticipa il contenuto. Feci altrettanto e non me ne pento.

La cosa più dispersiva fu la pignoleria di Roberto che osservava come un conto è chiacchierare al desco, altra è scrivere corbellerie o inesattezze sulla carta. Aggiungo che fu una fatica improba. Perché, quando ci riunivamo per fare il punto, Roberto era continuamente sollecitato al cellulare con chiamate da tutto il mondo. Così perdevamo il filo e si doveva ricominciare daccapo. Andò meglio quando Roberto andò a Trento e si poté comunicare via mail per correzioni, aggiunte, precisazioni.

A Villa Valvitiano Roberto era circondato da estimatori. Mi sono limitato a salutarlo celermente. Ma so – e lui sa che lo so – che quell’esperienza è stata bella e memorabile. Anche per lui.

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