Domenica, 14 Luglio 2024
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"Meno prodotto, stesso prezzo", Codacons scrive alla Procura di Perugia e all'Antitrust

L'associazione dei consumatori chiede di indagare sul fenomeno "shrinkflation"

Il fenomeno prende il nome di “shrinkflation”, ovvero: minore quantità di prodotto nelle confezioni e prezzo invariato. 

Contro questa minaccia per il portafoglio dei cittadini, anche in Umbria, il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Antitrust e alle Procure della Repubblica di Perugia e Terni, chiedendo di aprire indagini sul territorio regionale volte a verificare se la prassi avviata dai produttori e tesa a ridurre le quantità dei prodotti venduti ai consumatori senza ridurre il prezzo delle confezioni, possa costituire fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa alla pratica commerciale scorretta.

“In sostanza il cartellino del prezzo resta esattamente lo stesso, se non aumentare anche se di pocorn mentre la confezione del prodotto è leggermente più piccola, o contiene qualche unità di prodotto in meno. Un trucchetto che consente enormi guadagni alle aziende produttrici ma di fatto svuota i carrelli e le tasche dei consumatori, realizzando una sorta di "inflazione occulta" sostiene l’associazione dei consumatori.

Tutto ciò avviene “sotto lo sguardo inconsapevole del consumatore, il quale nel momento in cui acquista ad esempio una busta di patatine fritte difficilmente si chiede che dimensioni aveva la confezione di quello specifico prodotto uno o due anni fa. Il raggiro sarebbe così servito senza che nessuno se ne accorga.

I consumatori, infatti, tendono ad essere sempre sensibili al prezzo, ma potrebbero non notare piccoli cambiamenti nella confezione o non fare caso alle indicazioni, scritte in piccolo, sulle dimensioni o sul peso di un prodotto. Spesso, inoltre, ad una diminuzione del quantitativo di prodotto si associa un nuovo packaging e un restyling visivo così da rendere il tutto ancor più accattivante”.

Un fenomeno, quello della shrinkflation, che, denuncia Codacons,  “è stato osservato anche durante il periodo di Pasqua: il peso di alcune colombe è passato magicamente da 1 chilo dello scorso anno ai 750 grammi del 2022, mantenendo intatti prezzo e confezioni”.

Il Codacons ha dunque chiesto ad Antitrust e Procure dell’Umbria di avviare indagini sul territorio e all’Autorità per la concorrenza e alle magistrature di audire il presidente dell’Istat, nonché Mise, Mef, Federalimentare e le principali multinazionali italiane al fine di acquisire elementi circa il fenomeno in questione.

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