Sabato, 13 Luglio 2024
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Consiglio comunale, Perugia sta con le donne iraniane pro-Amina. "Uccisa per un velo indossato in modo improprio"

Il consiglio comunale di Perugia, all'unanimità, ha espresso la massima solidarietà alle donne iraniane che protestano per la morte di Masha Amini la giovane donna di soli 22 anni originaria del Kurdistan iraniano morta a Teheran il 16 settembre del 2022. Secondo le notizie riportate dalla stampa, Masha Amini era stata arrestata dalla polizia morale di Teheran per aver violato le regole sull’abbigliamento femminile, perché indossava lo hijab (caratteristico velo islamico) in modo improprio (non le copriva del tutto i capelli). in Iran il velo è obbligatorio in pubblico per tutte le donne da dopo la Rivoluzione islamica del 1979.

Masha Amini, come ha ricordato la consigliere Casaioli di Progetto per Perugia, è stata condotta in caserma dalle forze dell’ordine per “una lezione di rieducazione “, così riporta la stampa, ed è morta dopo 3 giorni di coma. Numerose sono le manifestazioni di protesta nelle piazze di Teheran e in tutte le piazze del mondo per esprimere piena solidarietà alle donne del popolo iraniano indignate per l’accaduto: queste ultime stanno scendendo in piazza ove bruciano i veli e si tagliano i capelli.

"L’uccisione di Mahsa Amini», spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, «è una delle cose più terribili accadute negli ultimi anni in Iran. Tutti gli agenti e i funzionari coinvolti nella morte di Mahsa devono essere portati di fronte alla giustizia, ma serve un processo internazionale". 

La consigliera Lucia Maddoli (IPP) ha condiviso lo spirito della mozione, ritenendo che si tratti di un atto dovuto e necessario per esprimere vicinanza umana e politica alle donne iraniane. Maddoli ha espresso rammarico solo per l’impossibilità di approfondire questo atto, dal forte valore simbolico, in Commissione dove sarebbe stato possibile audire rappresentanti delle associazioni umanitarie e cittadine iraniane residenti a Perugia. Per rafforzare la mozione Maddoli ha proposto di aggiungere al dispositivo un secondo impegno rivolto all’Amministrazione che così recita: “condannare fermamente gli atti di violenza e discriminazione contro le donne e la popolazione civile iraniana e di fare pressione, anche attraverso Anci, perché il Governo italiano si attivi in tutte le sedi opportune per chiedere la cessazione immediata di questa sanguinosa repressione.

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