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L'"ottavo segno", il progetto del Comune nelle scuole di Perugia: "Aiutare ogni ragazzo a tenere le redini della sua vita"

La psicologa Alagna: "L’iniziativa permetterà di realizzare sarà di avere una fotografia generale della situazione di disagio nelle scuole superiori"

"Il significato più profondo del nostro lavoro, come pediatri, insegnanti ma soprattutto genitori, è sempre stato, e ancor più dovrebbe essere oggi, quello di aiutare ogni ragazzo a tenere le redini della sua vita: a esserne il protagonista appagato, tra difficoltà, gioie, sconfitte e successi. Qualsiasi siano la sua storia e la sua famiglia, le sue opportunità non dovrebbero essere limitate da alcunché". Il vice sindaco e assessore con delega alle politiche giovanili Gianluca Tuteri vara il progetto 'ottavo segno' per le scuole superiori di Perugia. Alla presentazione anche la psicologa Roberta Alagna e Corrado Rossetti dell’associazione culturale pediatri.

Palazzo dei Priori spiega cos'è l'ottavo segno: "I medici  - sottolinea il Comune - utilizzano per la valutazione delle condizioni fisiche di un individuo sette segni cosiddetti “vitali”: ritmo cardiaco, ritmo respiratorio, temperatura corporea, pressione arteriosa, peso, altezza e Bmi. L’ottavo segno, da cui prende il nome il progetto, è il cosiddetto “funzionamento”; in sostanza lo stato psicologico. La valutazione del benessere di un individuo non può prescindere dalla valutazione di questo elemento soprattutto nella fase adolescenziale. Il malfunzionamento psicologico a questa età può avere, infatti, ripercussioni su tutto il futuro percorso di vita ed è pertanto una priorità ed un obiettivo per tutta la società conoscere e tutelare il buon funzionamento psicologico dei giovani".

E ancora: "Il disfunzionamento - prosegue il Comune - è spesso mascherato dietro sintomi che richiamano una patologica organica o anche in associazione a questa; ciò rappresenta il 30% delle richieste di consulenza ambulatoriale e il 10% degli accessi ai Pronto Soccorso. Se non tempestivamente riconosciuto e adeguatamente affrontato, il disfunzionamento esistenziale è inevitabilmente destinato a peggiorare nel tempo e ad aprire la strada, in un inesorabile circolo vizioso, a esiti catastrofici come la perdita di autostima, l’insuccesso personale e sociale, l’abbandono scolastico, la depressione, i comportamenti a rischio come l’uso di sostanze e, in casi estremi, la suicidalità. Dai dati istat, infatti, emerge che le tre principali cause di morte dell’adolescente sono gli incidenti, l’abuso di sostanze ed il suicidio, quest’ultimo nell’ordine dei 46mila ragazzi tra i 10 ed i 19 anni, circa uno ogni undici minuti".

Per Palazzo dei Prori "la situazione si è aggravata in seguito all’emergenza sanitaria. Dal report Unicef 2021 emerge che la pandemia Covid ha sconvolto il nostro mondo, suscitando una serie di preoccupazioni sulla salute mentale dei giovani e mostrando come gli avvenimenti che ci circondano possano influenzare il mondo dentro la nostra testa".

"Questa è l’occasione per impegnarsi, comunicare e agire, per promuovere e tutelare i nostri ragazzi - sottolinea il vice sindaco - . Il Comune invita quindi i genitori degli studenti delle scuole superiori a partecipare a questo progetto che prevede la compilazione on line, nel rispetto delle norme sulla privacy, di un questionario che ha già dimostrato su 2 milioni di soggetti una sensibilità predittiva del 95% dei casi. Successivamente i soggetti che dovessero risultare in stato di disagio giovanile verranno gratuitamente invitati a colloquio insieme ai genitori dagli psicologi della Asl 1, per valutare la necessità di attivare percorsi di sostegno".

La psicologa Roberta Alagna evidenzia che "il primo obiettivo, fondamentale, che l’iniziativa permetterà di realizzare sarà di avere una fotografia generale della situazione di disagio nelle scuole superiori (circa 10mila ragazzi). Dopo il quadro emerso dallo studio verrà proposto ai genitori dei ragazzi interessati dal potenziale disagio un colloquio con la psicologa di asl per approfondire le situazioni e poi mettere in campo le azioni necessarie per combattere il disagio in tutte le forme, più o meno gravi. Infine il progetto avrà il merito di intensificare la rete tra le istituzioni coinvolte".

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