Comitato ordine pubblico, mappati i cannabis (light) shop. "Pronti a contrastare illegalità nel settore"

Seconda riunione in Prefettura - presente anche il Procuratore della Repubblica - per fare il punto sulla commercializzazione della cannabis light. Parte la fase dei controlli

Il caso della cannabis light, commercializzata anche in Provincia di Perugia, è stato ancora una volta l'argomento di discussione in Prefettura nella seduta  del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato e presieduto dal Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Dopo la sentenza della Cassazione che in teoria ne ha vietato la vendita facendo una rilettura della legge, mettendo così a rischio i tantissimi negozi aperti per questa specifica sostanza e i suo derivati più o meno commerciali, si è formata una vera e propria task-force per studiare le nuove indicazioni provenienti dal Ministero e le ricadute giuridiche della sentenza dell'Alta Corte.

Non a caso alla riunione del Comitato erano presenti il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, il Procuratore della Repubblica facente funzioni di Perugia, Giuseppe Petrazzini, il Procuratore della Repubblica di Spoleto, Alessandro Cannevale, nonché i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni comunali. E' stata analizzata la mappa dei punti di vendita - dai tabaccai ai negozi specializzati - rintracciati in tutta la Provincia dagli uffici comunali che hanno intrecciato i dati a disposizione. In Umbria il fenomeno è consideraro in forte ascesa con un fatturato addirittura superiore alla media nazionale. Ora dovrebbero scattare i controlli mirati sui prodotti ma la Prefettura non ha per il momento specificato il suo piano di azione e in quali condizioni potrebbero scattare sequestri e accuse pesanti a chi commercializza la cannabis.

Si legge nella nota dell'ente governativo di Piazza Italia:  "Sono state, altresì, valutate possibili iniziative condivise, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di prevenire e contrastare con sempre maggiore efficacia i fenomeni di  illegalità nel settore in parola". A Torino meno di 24 ore la Polizia ha sequestrato mezzo chilo di prodotti con Thc superiore all' 0,2 per cento ribaltanto così l'interpretazione della soglia massima di meno 0,5% . Un titolare è stato accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

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