Il piccolo borgo morente (e disabitato) che potrebbe tornare a nuova vita

Con un finanziamento del Mibac, sembra iniziare un percorso di recupero per questo borgo fortificato posto nel comune di Città della Pieve

Con un finanziamento di 185 mila euro, che il Mibac ha recentemente destinato al consolidamento e agli interventi antisismici da attuare sulla Chiesa di San Leonardo, per il piccolo borgo di Salci, posto nel comune di Città della Pieve, sembra davvero iniziare quel percorso di recupero che tutti auspicavano da tempo; in special modo i salcesi, ormai spagliati in tutto il mondo. Salci, infatti, è ormai un borgo completamente disabitato e i suoi abitanti si sono pian piano trasferiti altrove. 

Per vari motivi, tra cui antiche vicissitudini politiche, altre legate allo studio, al lavoro e al ricongiungimento con affetti lontani, molti abitanti di Salci si sono così ritrovati a condurre la loro esistenza lontano; ma tutti continuano a mantenere un legame affettivo fortissimo con il luogo in cui sono nati e cresciuti. E così ogni tanto si ritrovano per ricordare, per rivivere storie e anche per cercare di cambiare la sorte di Salci, che negli ultimi anni sembrava ormai destinata alla distruzione. 

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Adesso, dopo tante voci che si rincorrono negli ambienti più disparati, sembra che qualcosa si stia muovendo davvero; e un segnale concreto è dato dal finanziamento del Mibac. L’augurio è che a questo intervento ne seguano presto altri e si vada avanti con ben altri lavori dal carattere risolutivo, che possano concretizzare l’affetto che i salcesi nutrono per il loro borgo; un affetto che non aleggia solamente tra le vecchie mura diroccate di Salci, ma che, travalicando questo territorio, sta riavvicinando alle loro radici anche molti che sono andati via e hanno ormai il loro presente altrove; come, ad esempio il nutrito gruppo di quelli che giusto un secolo fa “emigrarono” a Chianciano, facendosi pionieri-imprenditori del fenomeno turistico termale che lì iniziò nel primo ventennio del ‘900.

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