Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Fauna selvatica, per Squarta è necessario ripensare le norme sull'abbattimento selettivo dei cinghiali

"Il lockdown ha comportato meno battute di caccia e la metà degli abbattimenti, portando all'aumento dei danni in agricoltura e per le strade"

Abbinare la tutela dell’ambiente con la sicurezza pubblica effettuando il contenimento dei cinghiali e assicurando il giusto ristoro a chi ha subìto danni da parte della fauna selvatica.

È la proposta del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, non ché presidente Assemblea legislativa dell’Umbria Marco Squarta con la quale chiede alla giunta regionale “un censimento della presenza dei cinghiali, in vista di un contenimento della specie, ulteriori risarcimenti per gli agricoltori che hanno subìto danni e una conseguente riorganizzazione dell’attività venatoria mirata a tutelare i campi coltivati e a prevenire gli incidenti stradali, anche mortali, provocati da questi animali”.

Squarta raccoglie direttamente “l’appello della Coldiretti affinché venga avviata una risoluzione a questo annoso problema, mai risolto dalle precedenti amministrazioni, sul quale l’assessorato all’Agricoltura si è mostrato sensibile e sta predisponendo azioni mirate ed efficaci”.

Dopo aver ricordato che è già in discussione in Terza commissione una proposta di inserire i cinghiali nell’elenco della caccia di selezione, Squarta ricorda che “ci sono circa 9 mila cinghiali in più rispetto allo scorso anno. Durante la stagione venatoria 2020/2021 – spiega - anche a causa dei lockdown che ha comportato una diminuzione del numero di battute di caccia, sono stati abbattuti 9.432 capi rispetto ai 18.337 dell’anno precedente”.

La situazione è grave e urgente “sotto il profilo sanitario, sociale ed economico” dice ancora Squarta, mettendo in relazione l’aumento incontrollato di esemplari di cinghiale con gli “ingenti danni procurati all’agricoltura, quelli all’ambiente e i rischi legati alla sicurezza dei cittadini e alla viabilità”.

Quello dei cinghiali in sovranumero è un problema non più sostenibile per l’agricoltura e la zootecnia umbre e che necessita di un ripensamento delle politiche gestionali di controllo della fauna selvatica. “Da parte mia – conclude Squarta - posso assicurare la piena disponibilità, in collaborazione con l’assessorato, per quanto nelle mie competenze, per sostenere le proposte di Coldiretti”.

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