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Cimitero di Monterone, squallore senza fine e situazioni di pericolo da rimuovere

Vialetti ingombri di erbacce e aghi di pino, rami di leccio che impediscono la completa apertura del cancello e tante altre segnalazioni di degrado

Cimitero di Monterone, squallore senza fine e situazioni di pericolo da rimuovere. Non un sopralluogo formale (quello spetta agli addetti ai lavori e al Comune), ma una semplice visita ai nostri morti ci pone, ancora una volta, di fronte a uno spettacolo poco commendevole.

La bruttezza senza fine di vialetti ingombri di erbacce e aghi di pino che un volenteroso dipendente di una cooperativa raccoglie pazientemente.

Fin dal cancello, un accrocco di verdura e rami di leccio che ne impediscono la completa apertura.

Salendo poi le scale a destra (ero alla ricerca della Cappella di un amico scomparso di recente) ai vari ripiani si notano delle lastre sollevate, spaccate, sconnesse e ballerine. Come pure i gradini che marcano inutilmente visita da anni. Non sono certo un appoggio sicuro per gente non di primo pelo. È infatti perfino banale sottolineare come i visitatori dei cimiteri non siano baldi ventenni, ma persone in età, la cui mobilità non è esattamente sicura: basta un intoppo e siamo nei guai.

Che fare? Dicemmo già che l’aver abolito la custodia è stato un colossale errore. La vigilanza esercitata dal custode residente forniva garanzie di sorveglianza e sicurezza. I furti (di vasi, di fiori e corone, di piante e vasi) sono all’ordine del giorno. Ci sono dei bastardi che prelevano le corone del funerale e le riciclano. Come non si salvano i vasi di rame, specie quelli dei loculi più in basso e dunque più esposti al latrocinio. Addirittura segnalammo con documentazione fotografica, in portineria, una bacheca ingombra di chiavi delle Cappelle, con relative numero e indicazione: una sicura pista per i ladri che potevano entrare per sottrarre opere d’arte e quanto di valore si trovava all’interno. È così che sono spariti i busti della tomba Cesaroni al monumentale e tanto altro.

Oggi, a Monterone, uno spettacolo deprimente. La casa del custode cade a pezzi: persiane sfasciate, imposte rotte. Non è un bel vedere. C’è di che rimpiangere i film come “Totò cerca casa”, quando la famiglia si adattava al cimitero, pur di avere casa, acqua, luce e gas.

Tagliamo su tutto. Il risparmio va bene, ma l’abbandono è troppo. Ci pare una vigliaccheria.

A dirla chiara, i “clienti” del cimitero hanno almeno un pregio: non si lamentano. Ma anche un grosso, sicuro difetto: non votano.

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