Martedì, 22 Giugno 2021
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INVIATO CITTADINO Ciclismo in lutto, è morto Rufino Martellini: il ricordo

Gino Goti: "Spesso con Rufino ci siamo trovati come unici umbri in gare ciclistiche italiane: lui come presidente di giuria o commissario, io in regia televisiva"

La scomparsa del folignate Rufino Martellini, presidente e commissario del ciclismo mondiale, autorevole… sempre col sorriso

Ce ne dà notizia il collega e amico Gino Goti che di ciclismo s’intende non poco.

Ricorda: “Spesso con Rufino ci siamo trovati come unici umbri in gare ciclistiche italiane: lui come presidente di giuria o commissario, io in regia televisiva”.

Aggiunge: “Amici e impegnati, sebbene con incarichi diversi, nello stesso evento che lui doveva dirigere ed io raccontare con le immagini e con il commento del telecronista”.

Rammenta Goti: “Più volte ho ospitato lui o suoi colleghi nel pullman regia per controllare la regolarità di una volata, l’aiutino di una spintarella in salita o altre birichinate dei ciclisti”.

Nel lavoro e nella vita Rufino com’era?

“Sempre tranquillo, riservato, discreto, senza mai cercare visibilità e palcoscenico”.

Insomma, faceva bene il proprio lavoro senza esibire potere?

“Era ligio al dovere di far rispettare i regolamenti, ma con la gentilezza, anche ferma, dell’uomo buono, comprensivo, amico del ciclismo e dei ciclisti”.

Seguiva in auto gli eventi, vero?

“Sapeva dialogare, Rufino, anche dalla sua macchina, con i motociclisti e i cameraman sulle moto RAI o di altre emittenti per le riprese mobili delle gare. Mai un problema perché, mi dicevano quelli delle moto, ‘questo direttore di corsa ha un modo di indicare, di gesticolare, di chiedere comprensibile e sempre con il sorriso’”.

Ebbe i riconoscimenti che meritava?

“La sua esperienza era notevole, non per nulla era designato dall’UCI (Unione ciclistica internazionale) per i mondiali (1997), le Olimpiadi di Atene, per i Tour de France, per il Giro d’Italia, per la Vuelta di Spagna, i giri dilettanti e delle donne, tutte le classiche italiane e internazionali e le 32 designazioni per le gare in pista”.

Insomma, competente e gentiluomo.

“Ci ha lasciato un messaggio di autorevolezza e competenza. Oltre che di grande generosità”.

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