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Giovedì, 19 Maggio 2022
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INVIATO CITTADINO Centro, i cocciai ancora in cerca di un posto fisso. "Di che morte dobbiamo morire?"

Piazza Italia. ‘Hic manebimus optime’, dicono i cocciai derutesi. Ma non si sa ancora dove, come… fino a quando. Beato chi ci capisce qualcosa! La questione pareva risolta col trasferimento (provvisorio?) dei due banchi di cocciai artigiani nei giardini di piazza Italia. L’ipotesi iniziale era quella dell’area antistante la Banca d’Italia. Ma poi si è scoperto che andava bene per il sabato, quando la banca è chiusa. Ma non per il martedì, quando la banca è aperta. Potrebbero sussistere – si dice – questioni di sicurezza. Cocciai col mitra in mano a effettuare una rapina non se ne sono mai visti. Almeno fino ad oggi. Ma, come si dice, qualcuno potrebbe approfittare della confusione, indotta da due (diconsi DUE) banchi. E la prudenza non è mai troppa, non si può mai sapere… bla bla bla.

Allora, il Comune decide per la posizione permanente (?) ai due lati del monumento equestre: uno verso il palazzo della prefettura, l’altro prospiciente palazzo Cesaroni. Permanente? Neanche per idea! Qui si levano alti lai. Perché in queste due zone non è sempre lecito sostare. Tante (troppe?) le manifestazioni tenute di fronte ai due palazzi del governo regionale e provinciale, oltre che sede di un organo statale come la Prefettura. Ognuno protesta dove crede. E farlo vicino ai Palazzi del Potere, diciamolo francamente, dà più gusto!

Già sabato prossimo, ad esempio, è stato comunicato ai cocciai che qui non potranno sostare. Dove andranno? Per ora non si sa. Si procede con l’effetto sughero: galleggiando nel limbo delle ipotesi. Periodo ipotetico di secondo, tipo, s’intende: quello della possibilità. Dove può accadere di tutto. Anche il miracolo della stabilità? Quello magari no. Almeno non per ora. O forse mai. L’alternativa è quella di piazza Matteotti. Ma anche questa potrebbe essere indisponibile. O almeno
disponibile… in modo discontinuo. Allora, qual è la terza opzione? La zona ai piedi delle scalette di S. Ercolano. O forse i giardini con la Fontana del tritone. Fra le erme di Dottori e di Miliocchi. In buona compagnia. Forse, forse, forse. Ma il fatto è che gli operatori commerciali, e i clienti, chiedono certezze. Non si può andare, come Indiana Jones, alla ricerca del cocciaio… perduto.

Insomma: c’è bisogno di certezze, senza improvvisazioni. Che sembrano ormai diventate la norma, non più l’eccezione. L’unica certezza – si diceva un tempo – è la morte. Oggi, l’unica certezza è… l’incertezza. Navigazione a vista. Senza bussola né timone. “Nave sanza nocchiere in gran tempesta”, citando Padre Dante. Perché, anche se Piazza Italia potrebbe essere una location dignitosa (e lo abbiamo scritto apertis verbis: Cocciai derutesi in piazza Italia, una perfetta e innovativa location fra il verde e i colori (perugiatoday.it), sono troppo le volte in cui è inibita. Pensiamo al periodo dei Mercatini di Natale, al sabato dell’ultimo week end del mese (quando, come il porticato della Prefettura, il luogo è impegnato col Mercatino dell’Antiquariato), a Umbria Jazz, a Eurochocolate… alle tante occasioni in cui i cocciai dovrebbero fare le valige ed emigrare. Una perpetua (auto)deportazione. Una costante e inaccettabile Shoah. Poveracci!

Dicono: “Vorremmo sapere, una volta per tutte, di che morte dobbiamo morire” Perché – commentano ragionevolmente – noi possiamo stare qui in periodi morti, senza movimento, senza affari. Poi, quando vengono i momenti buoni, dobbiamo sloggiare. Dicano chiaramente che non ci vogliono più. Ce ne andremo. Rompendo una tradizione almeno bisecolare. Rimasta fino a quando c’era rispetto per la tradizione e il lavoro artistico e artigianale. Altrimenti ci beccheremo lo schifo delle cineserie! Poi non venite a lamentarvi del fatto che la tradizione perde pezzi. L’avete voluto voi. Voi chi? Ma voi, voi tutti, Voi che vi girate dall’altra parte per non vedere. E che, non riuscendo a risolvere un problema, gettate la croce addosso agli altri.

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