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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Fervono i lavori di opere murarie all’ex Caffè di Perugia

Apertura prevista per il giorno della Festa di San Francesco d’Assisi, il 4 di ottobre

Fervono i lavori di opere murarie all’ex Caffè di Perugia. Apertura prevista per il giorno della Festa di San Francesco d’Assisi, il 4 di ottobre.

Dismesso il vecchio arredamento, liberati i locali delle precedenti masserizie (ahimè, artigianali e stupende, in legno massello, tanto che la loro rottamazione ha fatto gridare al “sacrilegio”), si procede al restyling di una delle più belle strutture storiche dell’acropoli, con una location invidiabile in quella che fu l’antica via del Commercio, dove un tempo si trattavano granaglie e bestiame.

Finiti i tempi dei bellissimi negozi di abbigliamento e suoi complementi, come Sir Charles (di Carlo Pagnotta) o Merlini, la via Mazzini è oggi specialmente vocata alla ristorazione, al mangiare e al bere: pizzerie, toasterie, ristoranti, bar, bistrot, gelaterie. E anche il Caffè non cambia sostanzialmente la propria mission. Anche se muta aspetto e, in un certo senso, corrisponde a più moderni profili commerciali.

Del vecchio Caffè di Perugia è rimasto solo il grande lampadario di Murano, appeso al locale principale.

Il luogo sta assumendo una facies nuova di zecca, con un magnifico connubio fra l’antico dei costoloni di controspinta fittili e il bianco accecante della nuova configurazione. Tutto risulta estremamente luminoso.

Si dice che il locale offrirà non solo sushi. In tale ipotesi, pare infatti difficile immaginare una resa tale da giustificarne l’esistenza. C’è peraltro chi afferma che la stessa morfologia dei locali, disposti su tre piani (ex enoteca, interrata, pianterreno e ballatoio) sia di difficile gestione, almeno per la complessità dei servizi. Coi camerieri costretti a consumare scarpe e piedi.

Voci confermate sostengono che la nuova gestione porrà al centro della propria attività, oltre al ristorante, un servizio bar estremamente qualificato. Si parla di pasticceria fine, sofisticata, un po’ come quella che un tempo si trovava da Falci, Sandri e Medio Evo. Comprese le golosità della ricca produzione dolciaria siciliana.

Intanto i lavori procedono alacremente, in modo da essere completati entro il corrente mese, per poi provvedere all’arredamento (che si preannuncia molto evoluto) e alla fornitura delle necessarie attrezzature. I migliori auguri a chi ha pensato di rinnovare i fasti della tradizione. Magari con una pennellata di modernità.

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