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Domenica, 26 Maggio 2024
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Centro di salute mentale Bellocchio, il punto della situazione

Alcune aree della struttura risultano inagibili e pericolose, le mura esterne e le pareti interne della struttura mostrano evidenti crepe

Ancora una volta il centro di salute mentale Bellocchio, con i suoi locali non agibili, è al centro dell’attenzione da parte della II commissione consiliare bilancio, presieduta da Alessio Fioroni. Il consigliere Francesco Zuccherini dopo aver richiesto al Consiglio di intervenire sull’immobile si è recato, insieme al consigliere Fioroni, presso la struttura di proprietà del comune.
Qui sono stati accolti dal direttore del dipartimento di salute mentale Marco Grignani e dal responsabile del centro Ermes Giuseppe Forlin.

Durante il sopralluogo sono emerse le criticità già descritte in precedenza da Zuccherini: “Alcune aree della struttura risultano inagibili e pericolose, le mura esterne e le pareti interne della struttura mostrano evidenti crepe e sono gravemente danneggiate, il sistema di condizionamento risulta danneggiato e obsoleto, la pavimentazione esterna risulta essere in gran parte danneggiata, la scala esterna è stata dichiarata inagibile e le sale di attesa per gli utenti andrebbero riqualificate e manutenute”.

Un punto dolente riguarda anche la mancanza di una segnaletica esterna che consenta di indirizzare agevolmente l’utenza verso il Centro. Il direttore Grignani ha riferito che le segnalazioni effettuate alla proprietà sono state numerose essendo evidente il degrado dell’immobile. 

I consiglieri concordano circa la necessità di risolvere la questione e Fioroni ha spiegato che appare necessario trovare una soluzione facilitando l’interlocuzione tra i due soggetti coinvolti, ossia Comune di Perugia in qualità di proprietario del bene, ed Usl Umbria 1 in qualità di gestore. Per il proponente Francesco Zuccherini la struttura ha grandi potenzialità sia per il servizio che al suo interno viene svolto che per il luogo, strategico per la città in cui si trova. Per questo ha espresso una sua contrarietà nei confronti dell’ipotesi, residuale, di una dismissione del sito che priverebbe il quartiere di un servizio essenziale.

Bisogna ricordare che, aveva riferito il dirigente dell’Unità operativa Acquisti e patrimonio del Comune di Perugia Pierluigi Zampolini, dal punto di vista giuridico la questione è annosa perché la situazione normativa dell’immobile è del tutto particolare. Il Comune non può intervenire su un immobile dove non si svolge alcuna attività istituzionale e del resto la Asl può essere in difficoltà a fare manutenzione straordinaria su un immobile non di proprietà.

Nella nota del Comune si legge: “La posizione dell’ufficio è di far sì che la Asl abbia titolo per intervenire sull’immobile attraverso la cessione della proprietà o la costituzione di un diritto di lunga durata con oneri di manutenzione a carico dell’utilizzatore”. Un fatto simile, si è verificato nel 2019, quando si è realizzata la cessione del Centro salute a Madonna Alta.

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