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Censimento campi nomadi, botta e risposta comunità rom e Lega. In Umbria spesi 1 milione e 600mila euro per l'inclusione

I fondi provengono dai finanziamenti dell'Unione europea. I consiglieri regionali della Lega: "Anche gli italiani vengono censiti, non capiamo perché non debba esserlo chi vive da nomade"

I consiglieri regionali della Lega Valerio Mancini e da Emanuele Fiorini Capogruppo della Lega, hanno chiesto alla Regione Umbria, il censimento dei campi e della presenza dei cittadini rom, sinti e caminanti, motivandola con la “estrema criticità causata della presenza di nomadi che si sono insediati stabilmente nelle aree urbane. Tali insediamenti, a causa della loro precarietà, hanno determinato una situazione di grave allarme sociale che va risolta quanto prima”.

La comunità RSC ricorda che in Umbria, in Italia ed in Europa i censimenti etnici sono illegali e vietati dalla legge. L’Associazione Nazione Rom (ANR) ha interessato, tramite il proprio legale rappresentante Marcello Zuinisi, le istituzioni locali e regionali, il Ministero dell'Interno, Unar e la Commissione Europea, con un documento nel quale si chiede un incontro urgente al fine di pianificare percorsi di inclusione per le famiglie presenti sul territorio, nel rispetto della direttiva emanata dal Capo Gabinetto del Ministero dell'Interno Matteo Piantedosi.

La direttiva prevede percorsi di protezione sociale ed inclusione abitativa per tutti quei soggetti in condizione di fragilità interessati da provvedimenti di sgombero, da attivarsi tramite sinergie interistituzionali con Prefetture, Regioni, Enti Locali ed Associazioni del privato sociale.

Sono stati anche ricordati gli accordi europei e il finanziamento dei fondi strutturali europei forniti allo Stato Italiano, tramite i programmi nazionali e regionali 2014 - 2020, per l'inclusione sociale di RSC, poveri, senza fissa dimora, vittime di tratta e schiavitù, detenuti ed ex detenuti, minori stranieri non accompagnati: Regione Umbria programma operativo regionale finanziato con 237.000 euro, di cui, per asse II, “inclusione sociale e lotta alla povertà”, 55.526.158 euro, POR FESR 2014 – 2020 Regione Umbria programma operativo regionale finanziato con 412.293.204 euro, POR FEASR 2014 – 2020 Regione Umbria programma operativo regionale finanziato con 930.000 euro. Per un totale di 1 milione e 634 mila euro.

Pronta la replica della Lega: “Non capiamo il perché di questa polemica. Chi non ha nulla da nascondere non deve temere”.

Il capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini e il consigliere regionale Valerio Mancini, ribattono alle accuse: “Vogliamo verificare se in Umbria esistano situazioni di degrado e di bassa scolarizzazione tra i bambini dei campi nomadi – spiegano – E’ importante conoscere queste realtà, dove sono e quante sono, valutare le condizioni di vita delle persone al loro interno, compreso il rispetto delle norme igienico-sanitarie, oltre che monitorare la frequenza scolastica dei minori presenti negli insediamenti garantendone l'istruzione, come specificato dal nostro atto e come prevede la legge italiana. Pretestuosa la richiesta di questi signori di sfuggire al controllo dello Stato. Anche gli italiani vengono censiti, non capiamo perché non debba esserlo chi vive da nomade”.

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