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Giovedì, 29 Settembre 2022
Attualità

INVIATO CITTADINO Don Elio Bromuri o… dell’accoglienza

Celebrazione liturgica in cattedrale a sette anni dalla scomparsa del teologo e giornalista

Don Elio Bromuri o… dell’accoglienza. Celebrazione liturgica in cattedrale a sette anni dalla scomparsa del teologo e giornalista. A ricordarlo un manipolo di persone che lo avevano individuato come sicuro punto di riferimento spirituale.

La giornalista Maria Rita Valli che gli succedette nella direzione, la mitica Mitì, ex responsabile dell’Ostello di via Bontempi, Stella Cerasa della Caritas, il poeta Francesco Curto e sua moglie Rosalba, che del sacerdote furono seguaci dai tempi dell’Università, Francesco Berardi, presidente di FilosofiAmo… e tanti altri.

Una omelia che ha nominato don Elio come corifeo dell’accoglienza. Dal Centro internazionale all’Ostello, il Centro San Martino, il dialogo tra confessioni religiose… tutto concorre a ricordarlo come uomo di pace e di altissima spiritualità.

Oltre che come direttore del settimanale diocesano della Ceu “La Voce” che ha ‘dato voce’ a tutti.

La parabola del vignaiolo ha costituito l’occasione per ricordate come non ci sia limite al dare e come l’attenzione verso gli ultimi sia, di per sé, una virtù.

Ecco perché piace ricordarlo, anno dopo anno. Riproponendo un’immagine festosa: quella del sessantesimo anno di sacerdozio che festeggiammo insieme, nella Cappella vanvitelliana di Palazzo Murena. Eravamo in tanti. C’era anche l’Inviato Cittadino. Che non si vede, perché stava dietro l’obiettivo.

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