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foto di Sandro Allegrini

foto di Sandro Allegrini

Rocca Paolina, il colossale cavallo se ne va: si smonta il capolavoro di Ballerani

Chi rinuncia al dono dello splendido esemplare equino, impennato per un’altezza superiore ai cinque metri? Senza dubbio, l’amministrazione civica alla quale quel manufatto d’arte era stato offerto

“Timeo Balleranum et Tippolottum… et dona ferentes”, si direbbe parafrasando un celebre verso virgiliano. Stavolta non è Lacoonte ad ammonire i Troiani, ma la pubblica amministrazione che apostrofa i perugini.

Chi rinuncia al dono dello splendido esemplare equino, impennato per un’altezza superiore ai cinque metri? Senza dubbio, l’amministrazione civica alla quale quel manufatto d’arte era stato offerto. 

Stamattina si smonta mestamente il capolavoro che ha fatto tremare le vene e i polsi di turisti e autoctoni. Mai un’opera è stata così fotografata nelle severe sale della Rocca del Sangallo. Mai è salita così forte e unanime la richiesta dei visitatori affinché quell’opera rimanesse nel luogo per il quale era stata realizzata e concepita. Si vada a leggere il libro con le firme degli ospiti.

Ballerani e Tippolotti hanno atteso (e con loro l’Inviato Cittadino) fino a ieri sera alle 20, che giungesse una telefonata, una mail di risposta dal sindaco. Ma nulla è pervenuto. Nemmeno stamattina, fino alle nove.

Così stamane una squadra di addetti (ovvio: comandati e pagati da Ballerani) è all’opera per lo smontaggio. Si diceva un tempo che “a caval donato non si guarda in bocca”, ma il vecchio adagio è passato di moda. Fra qualche giorno, al posto del cavallo, gireranno i trenini del modellismo. Per carità, passione nobile e meritevole. Ma non sarà la stessa cosa.

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