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INVIATO CITTADINO Capodanno, l’acropoli fa il pieno

Fenomeno Dottori, flop videomapping. Una proposta per immagini

Capodanno. L’acropoli fa il pieno, fenomeno Dottori, flop videomapping. Una folla riempie il corso e sciama verso Porta Sole. Bar e negozi aperti raccolgono il frutto di una giudiziosa apertura.

Ce n’è per tutti. Anche per le bancarelle che punteggiano il corso. Malgrado la modesta qualità e la consueta varietà merceologica dei prodotti offerti. 

FOTO - Capodanno. L’acropoli fa il pieno, fenomeno Dottori, flop videomapping. Una proposta per immagini

Piazza della Repubblica con giostrina storica appetibile. Moscio il ‘percorso avventura’ e pochi gli esercizi aperti in piazza Matteotti. Lavorano invece via Oberdan e il Minimetro.

Curiosità per le proiezioni in Porta Sole, con turisti e perugini in massa verso il luogo cantato da padre Dante.

Purtroppo serpeggia una generalizzata delusione per il tilt delle videoproiezioni sul rione di Porta S. Angelo. L’attrezzo, causa nebbia, non ce la fa a sparare i suoi fasci di luce oltre via delle Prome. Si limita alla diffusione musicale.

Stessa storia in piazza Grande dove i proiettori, puntati sul Palazzo dei Priori e sulla cattedrale, non superano il muro di nebbia e le particelle di umidità sospese nell’aria.

Se in Platea Magna a rimetterci è la produzione pittorica dottoriana, l’arte del nostro aeropittore si rifà in Porta Sole, dove è molto visitata la mostra, a lui dedicata, all’ex chiesetta di S. Angelo della Pace, oggi Sala Binni. Dal titolo “L’AST Christmas” (niente a che vedere con le transaminasi né con gli Acciai Speciali Terni) ma un semplice acronimo esplicativo per “Albero Sui Tetti”.

La Sala Binni. Un salvagente. Com’era, com’è. Quella sala, oggi dignitosamente recuperata, era utilizzata come magazzino per le serie di riviste “spaiate”, ossia per quelle incomplete. Saggia, pertanto, la decisione di liberarla di quella paccottiglia da discarica e farne luogo d’eccellenza per presentazioni, eventi culturali, matrimoni (a pagamento, con discreto introito per le casse comunali) e mostre, come in questo caso.

Altra geniale intuizione del direttore Maurizio Tarantino è stata quella di intitolarla al nome e alla memoria di Walter Binni, uno dei nostri maggiori studiosi di letteratura, membro della Costituente, politico e grande perugino, nato al civico 1 di via della Cupa, sodale del nostro Aldo Capitini. Denominazione meritata, considerando che il grande critico intese anche far dono della propria biblioteca alla Regione, e da lì all’Augusta. Oltre che del proprio archivio personale, oggi a disposizione degli studiosi presso l’Archivio di Stato a San Domenico.

Grazie alla selezione accurata delle riproduzioni, effettuata dagli archivi Dottori di Massimo Duranti, in Sala Binni sono oggi in mostra opere che costituiscono il meglio del nostro amato aeropittore. Che ha reso onore alla corrente del Futurismo. E per noi perugini è una medaglia da portare al petto.

La mostra resta aperta fino alla Befana. Una buona occasione per visitarla e ammirare il videomapping sui tetti del Borgo d’Oro. Meteo permettendo. S’intende!

Mai dire “L’avevamo detto”. Ma lanciamo un’altra proposta. A proposito di videoproiezioni, l’anno scorso mettemmo in rilievo la scarsa qualità delle immagini che si limitavano a proporre babbi natale, renne e slitte sulla neve. Auspicammo immagini di rango artistico, non banali cartoline. Quest’anno la proposta dottoriana ci sembra coerente col livello, la dignità, l’identità cittadina e regionale.

L’anno prossimo toccherà cambiare. Non si potrà riproporre Dottori in aeternum. Dunque – ecco la proposta – perché non pensare a opere della nostra Galleria Nazionale?

E perché non i contemporanei? In alternativa – consapevole di suscitare un vespaio fra gli esclusi – proporre opere di artisti del territorio. Proposta divisiva, certamente. Ma chi troverebbe da ridire su Venanti, Norberto, Giuman. Insomma, artisti accreditati da un consenso e un’ammirazione generalizzata e condivisa?

E se si proponessero gli storici manifesti di Umbria Jazz, coniugando arte e musica? Meditate, gente. Meditate.

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