Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Chissà se la Candelora 2021 annuncia davvero la fine dell’inverno? Riflessioni sul detto popolare

La Festa della luce è diventata Candelora, finendo associata alla purificazione della Beata Vergine Maria e alla presentazione di Gesù al Tempio. Dopo il Concilio Vaticano II, il 2 febbraio viene appunto ricordato in questa dimensione

Chissà se la Candelora 2021 annuncia davvero la fine dell’inverno? Riflessioni sul detto popolare, di carattere meteorologico, che recita: “Si fa bel de Candelora,  de l’inverno sémo fòra / ma, se piove o tira vento, de l’inverno sémo drénto”. Insomma: le condizioni meteorologiche di questa giornata farebbero da prologo, e da sicuro auspicio, a una prosecuzione dell’inverno in analoghe condizioni.

Dunque, temperature miti equivarrebbero a inverno quasi finito. E viceversa. Ammesso che si voglia dar credito al detto, tenendo conto delle condizioni della giornata di ieri, che è stata fondamentalmente mite, si dovrebbe prevedere, se non una fine, un sicuro addolcimento dell’inverno. Che, peraltro, non ha morso in modo particolare. Ma, lo abbiamo detto anche a proposito dei “giorni della merla” (29-31 gennaio): più d’una volta il detto “nn’ardice” [La merla è latitante. Anche quest’anno il detto “nn ardice” (perugiatoday.it)].

Non staremo a ripetere le origini pagane, poi assorbite dal cristianesimo, della ricorrenza.

In regioni nordiche si parla del giorno “dell’orso”. Da noi ho sentito definirlo “dla marmotta” o anche “del ghiro”, in riferimento al possibile risveglio di questi animali dal letargo. Insomma: queste bestiole, risvegliandosi, tornano a vedere la luce. Ed è, la Candelora, proprio la festa della luce.

La Festa della luce è diventata Candelora, finendo associata alla purificazione della Beata Vergine Maria e alla presentazione di Gesù al Tempio. Dopo il Concilio Vaticano II, il 2 febbraio viene appunto ricordato in questa dimensione. Da qui il riferimento all’accensione delle candele.

Oggi non si può farlo, causa pandemia, ma di solito si procedeva alla benedizione delle candele durante la liturgia. La candela benedetta veniva quindi conservata in casa e accesa nei momenti di difficoltà.

Ma, tornando alle previsioni: quale credibilità si può dare ai detti popolari, che non vanno oltre il semplice valore di testimonianza antropologica?

Come sia, quel detto, giusto o sbagliato, sopravvive all’omologazione culturale e alle più affidabili previsioni dei satelliti. Che, malgrado il livello tecnologico, qualche volta toppano di grosso. Pure loro.

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