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La "calata" del Sant'Anello apre le celebrazioni che portano fino alla festa di San Lorenzo

Si ripete in duomo a Perugia la tradizione dell'esposizione dell'anello nuziale della Madonna

La “calata” del Sant’Anello si svolgerà domani, giovedì 29 luglio, al termine della celebrazione eucaristica delle ore 11, nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia. Due volte all’anno la reliquia ritenuta dalla pietà popolare l’anello con cui la Beata Vergine Maria fu sposata a san Giuseppe viene esposta alla venerazione dei fedeli: nei giorni che precedono il perdono di Assisi (2 agosto) e in occasione della festa della Madonna delle Grazie del 12 settembre. La “calata” è sempre molto suggestiva e si è svolta anche lo scorso anno, in piena pandemia, nel rispetto delle norme per prevenire il contagio da Covid-19, come avverrà giovedì prossimo. Si tratta della discesa del reliquiario di argento e rame conservato in una cassaforte posta a otto metri d’altezza sopra l’altare della cappella del Sant’Anello. La cassaforte è protetta da una serie di grate e sportelli in metallo che vengono aperti con 14 chiavi in possesso delle autorità municipali (sette) e religiose (cinque), del Nobile Collegio del Cambio e del Collegio della Mercanzia (una ciascuna), a testimonianza dell’importanza di questa reliquia non solo religiosa ma per l’intera storia della città di Perugia. Il Sant’Anello verrà riposizionato all’interno della cassaforte venerdì 30 luglio, al termine della celebrazione eucaristica vespertina delle ore 18.

La leggenda

Un ebreo romano, mercante di pietre preziose, dona a Ainerio, un orafo di Chiusi, l’anello sponsale della Vergine, affinché potesse essere venerato dai cristiani. Ma l’orefice non credette alle parole dell’ebreo. Anni dopo, quando l’orefice accompagna al sepolcro il suo unico figlio, questi si risvegliò dal torpore della morte e riproverò il padre per la sua incredulità sull’Anello.

La storia

Nell'anno 989 l'insigne reliquia si trovava a Chiusi e cinque secoli più tardi a Perugia. Nel luglio del 1473, forse la notte del 23, il frate francescano Vinterio, trafugò la reliquia e scappò da Chiusi alla volta di Perugia. Il furto venne scoperto solo il 3 agosto, giorno in cui l'Anello veniva mostrato alla cittadinanza. Il frate venne subito rintracciato, ma quando le autorità comunali di Chiusi chiesero la restituzione della reliquia scoprirono che un tale Luca delle Mine, lo aveva acquistato e donato ai priori perugini. Il 10 agosto un contingente di perugini mosse alla volta di Chiusi e da quel momento ci furono ben 13 anni di scaramucce, rappresaglie e litigi tra perugini e chiusini: il tutto passò alla storia come “guerra del Santo Anello”.

Alla fine, dopo interventi di Firenze e dei pontefici, l'anello rimase a Perugia e divenne particolarmente cara ai perugini. Per alcuni anni fu custodita dalle autorità cittadine, nella cappella dei Decemviri del palazzo comunale dei Priori, e successivamente collocata nella cattedrale di San Lorenzo, affidandone la custodia ai canonici della Compagnia di San Giuseppe.

La reliquia

Il Sant'Anello è una reliquia che la devozione popolare vuole essere stato usato per il matrimonio di Giuseppe e di Maria. Recenti studi di gemmologia lo descrivono come un anello di quarzo-calcedonio, risalente al I secolo dopo Cristo, di colore biancastro-grigio e di dimensioni ridotte, tanto da far ritenere difficile l'identificazione con un anello sponsale.

La festa

Ogni anno, a fine luglio, la chiesa perugina e la città celebrano la festività del "Santo Anello" a partire dalla cerimonia della solenne "calata" dall'omonima cappella alla cattedrale e l'esposizione del manufatto nel reliquiario cinquecentesco (opera di Cesarino e Federico del Roscetto). Per tutto il resto dell'anno il Santo Anello è custodito al culmine dell'altare settecentesco (opera di Francesco Caselli), dentro una cassaforte. Sono 14 le chiusure metalliche da aprire per arrivare alla reliquia. Le chiavi per aprire tante serrature sono, da secoli, conservate dalle autorità religiose e civili perugine: le chiavi della porta delle scale e il vano superiore dai canonici della cattedrale; della grata metallica il Comune (una volta gli ordini francescano, domenicano, servita e agostiniano); del cassone ferrato il Collegio del Cambio, della Mercanzia, il Comune, l'arcivescovo e il capitolo di San Lorenzo; del reliquiario ancora il Comune.

La XIII edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo

Dal 31 luglio all’8 agosto, alle ore 21.30, si terrà al monumentale organo “Tamburini” la XIII edizione del Festival internazionale laurenziano d’organo, che precede la festa del santo titolare della cattedrale di Perugia. E’ un evento che si svolge ininterrottamente da tredici anni coinvolgendo alcuni dei più noti organisti al mondo, richiamando l’attenzione di un pubblico in costante crescita. Anche lo scorso anno, seppur in forma ridotta a seguito della pandemia, questo festival è stato seguito e molto apprezzato, che si colloca tra due importanti appuntamenti musicali umbri: Umbria Jazz (luglio) e la Sagra Musicale Umbra (settembre). E’ un evento anche di alto spessore culturale nel dedicare ciascuna edizione alla storia della musica e ai suoi protagonisti, oltre a celebrare ricorrenze significative di carattere storico quali, quest’anno, il VII centenario della morte di Dante Alighieri a cui è dedicato il concerto conclusivo del festival eseguito dal maestro italiano Adriano Falcioni, organista titolare della cattedrale perugina e direttore artistico dello stesso festival.  Nei prossimi giorni sarà reso noto il programma nei dettagli della XIII edizione.

La festa di san Lorenzo titolare della cattedrale

Il 10 agosto la Chiesa celebra la festa liturgica di san Lorenzo, martire e diacono per eccellenza della carità, titolare della cattedrale perugina. Nel pomeriggio della vigilia, il 9 agosto, alle ore 18, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti presiederà in San Lorenzo i Primi Vespri e il 10 agosto, alle ore 11, la solenne celebrazione eucaristica insieme ai canonici della cattedrale alla presenza delle autorità civili del capoluogo umbro. Come è tradizione, durante questa celebrazione, ci sarà l’ordinazione di alcuni diaconi permanenti. Quest’anno il cardinale Bassetti ne ordinerà tre: Stefano Bucarini, della parrocchia di Castel del Piano; Mauro Corazzi, della parrocchia di Pianello; Moreno Fabbri, della parrocchia di San Sisto.

Questa festa è particolarmente sentita al Punto di ristoro sociale Comune-Caritas “San Lorenzo” che rimarrà aperto il 10 agosto, come ogni anno, da quando è stato attivato (2008) nell’antico Oratorio dei Santi Simone e Giuda Taddeo adiacente alla chiesa del Carmine in pieno centro storico. Oltre a distribuire pasti caldi dal lunedì al sabato a più di cinquanta persone seguite dai Servizi sociali e dalla Caritas, questo servizio, animato da volontari, è diventato negli anni un punto di riferimento per il quartiere del Carmine, oltre ad essere luogo di ascolto-accoglienza per quanti vivono in gravi difficoltà non solo materiali.

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