Umbria, caccia al daino e al capriolo: tutto sospeso, niente riapertura il 7 gennaio

La Regione conferma lo stop: "Ancora in attesa delle decisioni del Tar e dell'Ispra"

Tutto fermo. Una nota ufficiale di Palazzo Donini conferma lo stop alla riapertura della caccia di selezione in Umbria: “La Regione è in attesa di conoscere il pronunciamento del Tar nel merito del ricorso presentato dal WWF così come ancora non sono pervenute risposte da parte dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, visto che il calendario umbro aveva avuto il parere favorevole da parte di questo Istituto. Per questi motivi ancora non può essere aperta la caccia di selezione, così come previsto dal Calendario venatorio 2018-2019 con le modalità previste dal regolamento regionale del 27 luglio 1999, numero 23, alle specie daino, capriolo, dal 7 gennaio al 15 marzo 2019”.

L’assessore regionale alla caccia, Fernanda Cecchini, nel frattempo, ha convocato per la prossima settimana un incontro con le associazioni venatorie proprio per fare il punto della situazione visto che la vicenda è ancora in fase di stallo, sia sul versante giudiziario del Tar che su quello dell’Ispra: "Il Tar – prosegue la nota della Regione Umbria - ha tenuto la propria udienza il 4 dicembre scorso, dopo la sospensiva concessa nello scorso luglio a seguito del ricorso contro la Regione Umbria e l’Ispra presentato dal WWF Italia per chiedere l’annullamento della parte della delibera con la quale la Giunta regionale approvando il calendario venatorio 2018/2019, ha previsto la preapertura della stagione nei giorni 2 e 9 settembre e stabilito  i periodi di prelievo per la caccia di selezione,  he la stessa legge prevede che possa essere autorizzata fin dal 1 agosto. Successivamente poi, la legge del 2 dicembre 2005 n. 248 all’art. 11 ha disposto che, sulla base di adeguati piani di abbattimento, il prelievo possa essere autorizzato anche al di fuori dei periodi stabiliti dalla legge del ‘92". 

E ancora:  “La Regione Umbria ha ritenuto dunque di rispettare i tempi dettati dall’Ispra che, secondo la legge in vigore, ha individuato i periodi degli abbattimenti per le zone dell’Appennino. Per questo motivo sono state richieste risposte chiare all’Ispra che però ancora non ha dato riscontro. L’auspicio – conclude la nota regionale - ovviamente è che nel giro di pochissimi giorni arrivino sia la sentenza del Tar con le relative motivazioni, sia le risposte dell’Ispra. Ma nel frattempo, la caccia di selezione rimane sospesa”.

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