Cinghiali e colture non vanno d'accordo, Regione e Coldiretti concordi sull'anticipo ad ottobre del contenimento

Preadozione calendario venatorio. Agabiti e Manni: "Serve mettere in campo ogni misura utile ad arginare proliferazione e devastazioni degli ungulati"

Cinghiali e coltivazioni, per la Coldiretti la preadozione del calendario venatorio 2020-21 è un fatto positivo e accoglie le proposte avanzate dall’associazione di categoria.

Il presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti si trova d’accordo per quanto riguarda la scelta delle date nel calendario, come strumento utile al contenimento dei cinghiali, perché va a contrastare gli spostamenti tra un territorio e l’altro, vera piaga di questa specie. D’accordo anche con “la previsione degli interventi di contenimento per il mese di ottobre, che, data la continua proliferazione dei cinghiali, potranno trovare un pieno ed effettivo riscontro” ha detto Agabiti.

“Le continue segnalazioni di devastazioni, come in questo periodo per le semine primaverili - sottolinea Massimo Manni, rappresentante Coldiretti all’interno della consulta faunistica venatoria regionale - testimoniano per l’ennesima volta come il numero dei cinghiali sia ormai fuori controllo, pesando in maniera sempre più grave sull’attività delle imprese agricole, oltre che rappresentando una vera emergenza per la sicurezza dei cittadini”.

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Tutti d’accordo, quindi, ad anticipare ad ottobre gli interventi di contenimento dei cinghiali, anche se Coldiretti pensa ad “azioni positive” nell’ambito della “gestione migliorativa delle specie critiche, a cominciare da quella nelle aree protette”. A fronte di un notevole aumento del numero di cinghiali “occorre porre un argine decisivo al fenomeno – dice Manni - che mette a rischio l’equilibrio ambientale e la stessa presenza degli agricoltori, soprattutto nelle aree interne”.

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