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C’è mancato poco che l’evento saltasse anche quest’anno, ma quel concerto, stavolta, s’ha da fare

Oltre seicento gli spettatori, incantati, soprattutto, dalla voci dei “Tre Tenori”, brand che dava titolo al concerto a Brufa

Quel concerto, stavolta, s’ha da fare. C’è mancato poco che l’evento saltasse anche quest’anno, marchiando irrimediabilmente Brufa con un alone di sfiga legata al maltempo. E privando i numerosissimi spettatori di uno spettacolo musicale con carattere di eccezionalità, in senso qualitativo e quantitativo.

Quantitativo per la presenza di ben 12 cori con una consistenza numerica complessiva di oltre cento persone. Per non contare la grande compagine di fiati che includeva non solo “giovani”, ma perfino bambini, stregati dalla lira di Euterpe.

Per non parlare del presentatore d’eccellenza: l’avvocato, poeta e scrittore Giampiero Mirabassi, ormai speaker ufficiale degli eventi musicali brufani.

Abbiamo visto il direttore Alessandro Zucchetti (che conoscemmo anni fa in veste di raffinato chitarrista) con la testa fra le mani. Perdere il concerto per il secondo anno consecutivo sarebbe stata una iattura e pareva non darsene pace. Invece qualcuno ci ha messo una pezza: le preghiere del vice parroco o la bonomia di Giove pluvio hanno graziato la serata. Tanto che – sebbene in ritardo – il concerto è partito. Oltre seicento gli spettatori, incantati, soprattutto, dalla voci dei “Tre Tenori”, brand che dava titolo al concerto.

Paolo Macedonio, Claudio Rocchi e David Sotgiu hanno offerto romanze e canzoni napoletane. Tutto in grande stile, malgrado l’handicap di un’umidità fortissima e del fatto che le voci, restituite dal microfono, diventano un po’ metalliche e innaturali. Ma è la sorte dei concerti all’aperto e non ci si può fare molto.

Una prestazione ottima, sulla quale sarebbe scorretto esternare preferenze. Ma una notazione s’impone sul nostro David Sotgiu, voce perfettamente modulata e cuore gentile. Lo si vede quando toglie il direttore dalle peste, bloccando con la mano la parte, resa inquieta da un vento dispettoso. Il tutto con garbo e nonchalance. Come si conviene a una persona capace di ricondurre ad unità senso artistico e buona educazione.

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