INVIATO CITTADINO Buon compleanno, Pinocchio in perugino

La mia opera compie oggi cinque anni, essendo stata pubblicata nel 2014 dall’editore perugino Morlacchi, con copertina e disegni all’interno di Claudio Ferracci

Un compleanno, quello di Pinocchio, che resiste anche in lingua perugina. Il libro più tradotto al mondo, dopo la Bibbia, fu da me voltato in perugino su input di Monica Baldi, presidente nazionale dell’Associazione Pinocchio di Carlo Lorenzini, depositaria della copia autentica dell’opera.

La mia opera compie oggi cinque anni, essendo stata pubblicata nel 2014 dall’editore perugino Morlacchi, con copertina e disegni all’interno di Claudio Ferracci. L’originale oggi ne festeggia 136, mentre ricorrono 193 anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, detto Collodi, dal paese di nascita della madre.

L’originale uscì in volume nel 1883 per l’editore Paggi di Firenze. Il libro in perugino, del 2014, fu corredato da una nota del sociologo Roberto Segatori e da un profilo critico di Claudio Brancaleoni, professore dell’Università di Bangor (UK).

Fui contattato dall’allora direttrice della Biblioteca Nazionale di Firenze che, con mio stupore, m’invitò a presentare l’opera al Salone Galileo di quella Istituzione. A me, incredulo per quell’invito, disse: “Guardi che ieri è stato qui Umberto Eco!”.

Grande fu lo stupore quando mi fu notificata la presenza di studiosi europei ed extraeuropei. L’orgoglio principale era quello di aver portato la peruginità in un contesto internazionale.

Ne realizzai una trasposizione teatrale che girò con successo per i teatri dell’Umbria. Il sipario col burattino fu realizzato dall’artista Giuseppe Fioroni. Anche in Biblioteca Nazionale ne demmo un saggio teatrale con Valentina Chiatti (Fatina), Gianfranco Zampetti (Pinocchio), Fausta Bennati (Gatto), Leandro Corbucci (Volpe), io in veste di narratore. E la gente parve capire perfettamente il perugino.

Poi in giro per le scuole, su richiesta pressante di colleghi insegnanti. In piazza Podiani, come evento estivo, riproponemmo la recita con Giuseppe Fioroni (che aveva realizzato anche il sipario) nel ruolo di Magnafòco, con tanto di organetto, suonato dal vivo. E fu un successo.

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Mi piace ricordare l’esergo che dedicai ai miei nipoti (Giovanni, Giuseppe, Sofia, Letizia, Maria Clara, Davide) “perché riescano a rimanere bambini… per tutta la vita”. E voglio anche citare la conclusione in bandella: “Questo libro mi ha spinto e voltarmi e a guardare quel me stesso burattino-bambino, dimenticato in un angolo. Non mi era più capitato d’incontrarlo, se non riscoprendolo negli occhi dei miei nipoti. Ed è stato bello ritrovarsi”. Buon compleanno, Pinocchio perugino.

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