Bullismo, dall'esperienza nelle scuole nasce un libro sulla filosofia come strumento di contrasto al fenomeno

La copertina del volume, edito grazia al Lions Club Marsciano, del professor Gaetano Mollo e del ricercatore Roberto De Vivo realizzata da uno studente di 16 anni

Il pensiero contro l’agire irrazionale. Imparare a filosofare per non bullizzare. La filosofia nelle scuole diventa mezzo per contrastare il bullismo. Roberto De Vivo, dottore in filosofia, e il professor Gaetano Mollo, ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università di Perugia, portano nelle scuole un progetto di rilevazione e studio del fenomeno del bullismo in ambito scolastico, per promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi.

Il bullismo è cambiato, non si identifica più nel rubare la merenda o nascondere i vestiti in palestra. Adesso si umiliano le persone, le si aggrediscono fisicamente e verbalmente. Sempre più spesso avvengono episodi di cyberbullismo, con video e foto che vengono caricati in rete e amplificano l’umiliazione e la derisione. Si prende di mira un ragazzo o una ragazza che sono al di fuori del gruppo, lo si deride dei suoi punti deboli, soprattutto fisici. Lo si costringe a non uscire più di casa, a non voler più andare a scuola. Secondo i dati Istat il 22,5% dei ragazzi tra 11 e 13 anni ha subito atti di bullismo; gli episodi coinvolgono soprattutto le ragazze, sia come autrici sia come vittime

La raccolta di dati statistici avviene dopo una giornata di confronto con i ragazzi della seconda e terza media, per individuare “gli assunti di principio di un’educazione ambientale anti-bullismo correttamente intesa” e “le condizioni necessarie, per attivare un’efficace metodologia didattica, riferita al corpo docente del plesso scolastico, cui lo stesso progetto è rivolto”.

Un incontro si è già svolto, prima della chiusura imposta dal Coronavirus, presso la scuola media di Marsciano con 92 alunni partecipanti, e i dati emersi “sono quelli di una scuola inclusiva, a differenza dei dati nazionali, attenta agli altri, che vede la diversità come un valore” dice Roberto De Vivo.

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Da questa esperienza, che si spera di poter replicare in tutte le scuole umbre nel lungo periodo, è confluita in un volume, edito grazie al Lions Club Marsciano, scritto da Gaetano Mollo e Roberto De Vivo, con la copertina di un giovanissimo studente del liceo artistico di Napoli (nonché nipote di uno degli autori), Alfredo De Vivo. Un disegno che coglie la solitudine del bullo e del bullizzato, la paura del secondo e la rabbia del primo.

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