Strada di Montevile. Buche, buche, insopportabilmente buche. La protesta dei cittadini

Residenti (che la fanno tutti i giorni) e utenti occasionali dicono: “Non ci resta che piangere”

Strada di Montevile. Buche, buche, insopportabilmente buche. Residenti (che la fanno tutti i giorni) e utenti occasionali dicono “Non ci resta che piangere”.

Fra i primi spicca la testimonianza di Guido Giannotti, ex dirigente di azienda, autore di due libri su Perugia: "Griffa! Griffa" e "Compendio perugino". Oltre al vocabolario, Giannotti ha inserito riferimenti alla cultura e alla storia della Vetusta, con un dizionario biografico perugino (fra i cui personaggi, bontà sua, ha deciso di inserire anche l’Inviato Cittadino, del che lo ringrazio).

Scrive dunque Guido: “In una delle tremila buche di questa strada, è appena scoppiato lo pneumatico di un autobus. Tante le sospensioni e gli pneumatici di auto uccisi da questa strada, questa è la prima volta per un autobus”.

Aggiunge, ironico: “È comunque corretto dire che il Comune non ha riparato la strada, ma ha messo dei bei cartelli con il limite di velocità a 20 chilometri all'ora che ovviamente nessuno, autobus compresi, riesce a rispettare. Geniale soluzione!”.

Continuando col registro della presa in giro (elegante), Giannotti chiarisce: “L'aspetto positivo è che, almeno per un altro po', finché le buche non raggiungeranno la giusta profondità, gli automezzi non vengono inghiottiti dai crateri lunari. Dunque, almeno fino ad oggi non si segnalano dispersi”.

La questione è stravecchia (vedere i numerosi servizi sul nostro giornale), e proprio per questo più irritante.

Sui social, commenta Giuliana Troni: “Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. È così dappertutto: anche nella mia zona, con strade naturalmente piene di buche, hanno ovviato all’inconveniente apponendo cartelli del limite di velocità a 20 chilometri orari”. In vena di umorismo, aggiunge: “Quindi si percorrono a passo d’uomo e facendo slalom”. Comicissima la chiusa: “Qualche buontempone aveva messo un cartello con la scritta ‘strada minata’ e non aveva tutti i torti!”.

Interviene Vittorio Gargiulo: “Io sono uno dei sopravvissuti alle buche... da denunciare anche la ditta che ha fatto i lavori per posizionare la fibra e non ha poi risarcito correttamente gli strappi sulla strada”.

Infine, Giovanni Giannotti ricorda il film di Luciano Salce, “Il federale” in cui Ugo Tognazzi, alla guida di un sidecar, avvertiva il suo passeggero con la battuta “Buca… buca con acqua!”.

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Se siamo ad evocare la comicità, è segno che un problema lamentato da anni è ancora sul tappeto. E non c’è niente da ridere. Più che ridere, parafrasando Troisi…. non ci resta che piangere.

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