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INVIATO CITTADINO Buche in città. Quando il dissesto stradale alimenta una creatività senza limiti

Ne abbiamo viste (e continueremo a vederne?) di ogni tipo

Buche in città. Quando il dissesto stradale alimenta una creatività senza limiti. Ne abbiamo viste (e continueremo a vederne?) di ogni tipo: buche con barchette, buche fioriere, buche con palo. Viene in mente “Il Federale” di Salce con Tognazzi (nella finzione scenica: il fascista Primo Arcovazzi) sul sidecar che esclama “Buca, buca con acqua!”.

In via XIV Settembre, in prossimità della Casina liberty del guardacancelli, si è raggiunto il top. Consistente in una buca, segnalata mediante apposito segnale di pericolo, tenuto fermo dal solito sacchetto di sabbia.

Non si capisce se qualcuno, distrattamente, abbia atterrato quel segnale investendolo (e riportando danni al veicolo) o se invece, provocatoriamente, quel segnale sia stato steso sulla buca insieme al sacchetto “regolamentare”. Non riuscendo a colmarla, nemmeno con tutto quell’armamentario. Sta di fatto che tra ferraglia, plastica e sabbia, quella buca è ancora profonda. E costituisce un pericolo per quanti dovessero incapparci.

Cose ormai divenute ordinarie. Tanto che non meriterebbero le paginate che vediamo quotidianamente. Se non quando mettono alla prova lo spirito aguzzo e sornione di noi perugini. Strade dissestate e pericolose, è vero. Palco impattante in piazza Grande. Non se ne può più. C’è solo da augurarsi che Amadeus faccia la sua e che le strade vengano sistemate. Per trovare nuovi argomenti da discutere. Absit iniuria verbis.

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