menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il blog di Franco Parlavecchio - La storia di Mariasilvia, la donna che perse tutto per aver dichiarato la propria omosessualità

Ci ha lasciato da poco una donna che, pur vivendo nell’ombra, ha portato in eredità un fatto importante

Ci ha lasciato da poco una donna che, pur vivendo nell’ombra, ha portato in eredità un fatto importante. Nel 1972 Mariasilvia Spolato ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità.  Quella sua ammissione, durante una manifestazione femminista, ha segnato profondamente la sua vita ma ha iniziato anche ad infrangere, in modo incontenibile, un tabù che attanagliava un’Italia ipocrita che non ha mai smesso di esserlo.

Mariasilvia, a seguito di questa coraggiosa scelta, ha pagato fino in fondo il suo gesto. Prima di tutto perse il lavoro, la sua docenza in matematica, perché considerata persona indegna. Fu allontanata anche dalla famiglia al punto di essere costretta a dormire per strada, spostandosi in diverse città fino ad arrivare a Bolzano, dove ha vissuto in una casa di riposo fino alla sua morte.

Una storia vissuta nell’oblio fino a poco tempo fa, quando qualcuno si è accorto del significato di un atto che ha aperto la strada a tanti. A sentirla ora sembra una storia vissuta secoli fa o magari in Paesi con leggi poco liberali, spesso condizionati da religioni poco inclini alla manifestazione della libertà personale. Ed invece questa è una storia nostrana, non così lontana e figlia anche della nostra ipocrita cultura: quella della tolleranza dei gusti ma solo a casa degli altri.

Sembrerebbe un argomento chiuso se non fosse che ci tocca leggere un disegno di legge presentato dal senatore Pillon, uno di quelli che, pur di non vivere nell’ombra del Parlamento, sta cercando di garantirsi un po’ di notorietà e a quanto pare ci sta riuscendo. A modo suo è coerente, essendo uno degli organizzatori del family day, le sue proposte sono figlie di iniziative che, è bene ricordare, attraggono soggetti di diversi schieramenti.

E c’è chi cade nel tranello ed organizza una serie di manifestazioni contro che hanno l’unico effetto di offrire un momento di notorietà a Pillon. Sarebbe meglio regalare un po’ di silenzio per far cadere nel dimenticatoio proposte lontane dal buon senso e più inclini ad uno Stato confessionale piuttosto che al nostro Stato laico.

Ma qualcuno ci è cascato, anche strumentalmente. Vi invito a dare un’occhiata a tutte le proposte di legge che vengono presentate dai parlamentari di ogni colore. Troverete di tutto. Stupido altrettanto chiedere di non discutere il disegno di legge. Non si risponde alle sciocchezze con altri poco democratici, sciocchi, estremismi.

Un semplice disegno di legge presentato da un senatore, non così sostenuto dalla sua maggioranza, ha la stessa forza di uno starnuto in campo di calcio di fronte a 50 mila spettatori. E dato che non voglio cadere nel tranello, saluto il senatore Pillon per non tornarci più.

Sarebbe il caso di ignorare le megalomanie da religioso integralista e di ricordare solo chi si è battuto per la libertà di espressione, tutte le libertà e lo ha fatto per tutti, anche per coloro che non l’hanno ancora capito.

In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento