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IL BLOG di Franco Parlavecchio | La discordia del cognome, doppio, triplo, singolo.... è servita

Il cognome del padre o quello della madre? O magari entrambi? Ancora una volta è stata una sentenza a sostituire l’inerzia del Parlamento.  La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che sono illegittime le norme che impongono di dare automaticamente ai figli il cognome del padre. Una sentenza che sicuramente mette un punto fermo sulla parità formale dei diritti nella coppia ma che lascia molti punti scoperti.

Se la Corte invita il Parlamento ad occuparsi delle nuove leggi sull’attribuzione del cognome ai figli, indicando la strada da seguire (i genitori potranno decidere se dare ai figli solo il cognome del padre, solo quello della madre, oppure entrambi, nell’ordine che preferiscono), lascerà ai nostri parlamentari il dilemma su come evitare aspetti deleteri quali l’eventuale moltiplicazione dei cognomi una volta che le persone con il doppio cognome avranno figli e se il cognome debba restare lo stesso tra fratelli e sorelle figli degli stessi genitori.

Quindi se già nascevano i primi conflitti sul nome del bambino o della bambina, ora le coppie dovranno mettersi d’accordo anche sul cognome, decidendo eventualmente di assegnare solo quello del padre oppure quello della madre. Quindi meglio stabilire le scelte prima del concepimento, tanto per mettere subito alla prova l’unità di una coppia…Un passo avanti che non mette al riparo da tanti altri punti dolenti.

C’è ancora molta strada da fare sull’applicazione delle norme per la difesa delle donne vittime di violenza, ma anche rispetto ad un argomento molto più silente, quello relativo all’affidamento dei figli dopo la separazione. In questo caso spesso sono i padri a rimetterci, anche nei casi più estremi. Devono sopportare il dolore di un allontanamento forzato. Questa è una forma di violenza, psicologica, che colpisce migliaia di famiglie ma che non fa notizia.

L’allontanamento quotidiano di un figlio è un dolore senza fine che distrugge lentamente la vita di una persona. Si parla addirittura di circa 200 suicidi l’anno in Italia per i papà separati. Non vedere i figli, non poterli vivere quotidianamente è una grande violenza, specie perché ci si rende conto che è solo uno dei tasselli di una serie di episodi che si subiscono per mille ostacoli ed impedimenti, anche giudiziali o per semplice lacuna normativa. Le vittime di questa silenziosa brutalità sono soprattutto i figli che forse manterranno due cognomi senza sapere il perché. 

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